Da: La Nazione, ed. Lucca, sabato 4 Febbraio 2006
Quel fascino senza età della cultura
LUCCA — Le lunghe braccia dell’autunno, un dramma in due atti dell’argentino G.Cacho Millet, già studioso di Campana, percorre un arco di vita di Sibilla Aleramo, antesignana della emancipazione femminile fin dai primi del ’900:
«garibaldina dell’alfabeto, mi chiamavano allora. Nessuna donna si è battuta per le altre come me. Parlai per tutte».
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La casa di Dino a Marradi:in alto le finestre della soffitta
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Dino Campana studioso in soffitta
di Franco Scalini
da “NELL’ODORE PIRICO DELLA SERA DI FIERA”
Tipografia Faentina, Faenza 2004
Erano i primi giorni d’estate del 1957. Uno di quei giorni, a Marradi, nel tardi pomeriggio mi ero soffermato nella strada davanti alla casa dove abitavo dal 1944, in via Pascetti, casa che era stata di Dino Campana.


Dopo l'incontro con Dino Campana, nel Giugno del 1916, non sappiamo cosa facesse la crocerossina Bianca Lusena, probabilmente tornò subito al fronte, dove era impegnata negli ospedali che assistevano i feriti che arrivavano continuamente dalla prima linea.
Trascorso più di un anno, la troviamo di nuovo ad Antignano, non sappiamo se ospite dell'amica Donnabianca, la pittrice Bianca Minucci, presso la quale conobbe Dino. Da qui scrive questa lettera che pubblichiamo, nella puntuale trascrizione di Andreina Mancini.
La lettera si trova sul sito di documenti della Prima Guerra Mondiale ed è indirizzata a Emilia Anselmi Malatesta, segretaria di S.A.R. la Duchessa d'Aosta. Si lamenta di rimproveri a suo vedere ingiusti che aveva ricevuto da un superiore e chiede di essere immediatamente rimandata in servizio al Fronte.
Paolo Pianigiani
Lorenzo Bertolani: un CD-Rom per Dino Campana
"Dino Campana Poeta"CD allegato a "I Monti Orfici di Dino Campana", di Giovanni Cenacchi (Polistampa, Firenze 2003). |
Realizzazione tecnica: Koris, Sesto Fiorentino;
di Lorenzo Bertolani |
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"I Monti Orfici di Dino Campana"di Giovanni Cenacchiedizioni Polistampa, 2003 |
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Prima premessa
Il CD-rom "Dino Campana Poeta" è uscito nel 2003 allegato al libro "I Monti Orfici di Dino Campana" (Polistampa) di Giovanni Cenacchi. Giovanni, giornalista, alpinista, escursionista, scrittore, artista è scomparso nell’agosto del 2006, dopo una malattia lunga affrontata con la dignità e la bellezza delle sue convinzioni.
Oggi che, grazie a Paolo Pianigiani, si riscopre questo lavoro che ancora ci sorprendiamo di aver saputo portare ad una possibile fine (potremmo infatti riaprirlo e aggiungere, togliere, valutare e rivalutare e giungere così ad altre possibili conclusioni, magia campaniana), vogliamo dedicare a Giovanni Cenacchi questo CD, per averlo, fra i primi, apprezzato e voluto divulgare, ma in particolare per aver scoperto un tratto della poesia campaniana, quella del cammino, della identificazione nella natura e dell’estasi, di una felicità raggiunta dal poeta nell’immedesimazione e nella naturale contemplazione del mondo finito e infinito circostante, in un modo in cui nessun altro studioso avrebbe mai potuto.

"Intimità" di Bianca Fabroni Minucci.
Ritratto a olio di Bianca Lusena
Foto di Alena Fialová
Bianca
di Paolo Pianigiani
Mai mi sarei aspettato di ritrovarmela fra le mani, appena fuori dal giornale dove l'aveva rinvolta Eleonora Chiarugi, nipote di Bianca. Empolese come me, anche se trasferita a Volterra da anni. Gabriel, seguendo strade sue, aveva scovato il ritratto eseguito da Donnabianca, nome d'arte di Bianca Fabroni Minucci, proprietaria della villa sul mare, ad Antignano, dove si incontrarono la Crocerossina e il poeta di Marradi.
Evocazione di Dino Campana
di Primo Conti
Dattiloscritto senza titolo su due carte scritte sul recto, la data approssimativa della sua redazione potrebbe essere fissata intorno al 1931 quando Conti si ammalò di nervi al suo ritorno da Viareggio.
Questo libro me lo ha ordinato il dottore. È un dottore giovane, portato verso la magia da un temperamento precocemente maturato al contatto dei più compassionevoli fenomeni umani. Sardo di nascita e fiorentino ďelezione, il dott.1 si è trovato a soddisfare in silenzlo la sua innata passione poetica leggendo le Miricae nel giardino di S. Salvi dove, appena laureato alienísta, gli era stato affidato il posto di assistente del reparto agitati.
Giovanni Boine: Relazione del concorso
Dalla Riviera Ligure, un testo che non riguarda direttamente Dino, ma due scrittori che scrissero le prime recensioni favorevoli sui Canti Orfici: Giovanni Boine e Raffaello Franchi.
Vi si parla del nostro Direttore, "dell'illustre redivivo tirapiede Anselmo Geribò".
di Giovanni Boine |
da La Riviera Ligure del 23 luglio 1916,
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A. d. 1916 addì 5 dì luglio il Sig. Raffaello Franchi (Piazza Pitti, 10, Firenze) che ci aveva in precedenza graziosamente spedito un Ruscellante il quale non ci parve ruscellasse di troppo ruscellamento, e piuttosto incespicasse per ostici intrichi e aridità di garbugliato incespicamento, onde più onestamente chiamar si potesse, diremmo, l'Incespicante tuttoché qua e colà qualche liscia liquidità vi scorresse e tenui e radi specchi di poetica liquefazione incerti ai limpidi cieli riflettessero torturato viso di macrostitico poeta - faceaci pervenire regolare offerta di collaborazione negli infrascritti termini compilata:
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