
Dall'Archivio di Mirna Gentilini, che ringrazio, questo bel ricordo uscito su La Nazione del 2 Novembre del 1976.
A destra Gabriel Cacho Millet che insieme a Mario Maranzana parla con il critico Claudio Marabini.
(Paolo Pianigiani)

Consigli benevoli
di Ardengo Soffici (A.S.)
Da: La Voce del 25 febbraio 1909
Di Luisa Giaconi, buon’anima, la quale come scrittrice non valeva proprio nulla, non avremmo, di certo, fatto parola, mai, se il Marzocco non ci venisse assordando – chi sa perchè – da più mesi con le sue fanfare laudative e non volesse farci ingollare per forza, l’opera di lei come gran cosa.
Omaggio a Badia a Settimo alla tomba di Dino Campana
Una delegazione è giunta da Marradi guidata dall’assessore alla cultura del comune
Espresso il desiderio di riportare nel paese natale la salma del poeta
Ringrazio Mirna Gentilini e Silvano Salvadori per avermi mandato questo interessante articolo del 1976 in cui si ricorda un omaggio a Campana che si svolse a Marradi il 30 e il 31 ottobre e si concluse a Badia a Settimo il primo novembre
Paolo Pianigiani
(m.b.) - A Badia a Settimo, nel territorio di Scandicci, alla presenza di Piero Bargellini, si è concluso lunedì 1° novembre il ciclo delle manifestazioni in omaggio al poeta marradese «Dino Campana».
L’iniziativa promossa dall’assessorato alla cultura del comune di Marradi, ha trovato una vasta eco di consensi. Il programma prevedeva, in chiusura, la deposizione di una corona sulla tomba del poeta, situata in degna cornice per interessamento del professor Bargellini, sotto la navata sinistra della chiesa di San Salvatore a Settimo la cui origine risale alla fine del VII secolo.
CAMPANA NON E’ NATO A BADIA SETTIMO
di Enrico Gurioli
Ho letto con interesse le parole di don Carlo Maurizi sulla proposta di riportare a Marradi i resti di Dino Campana.
Non contesto un solo dato della ricostruzione storica: fu Piero Bargellini, insieme ad alcuni importanti intellettuali italiani, a intervenire perché le spoglie di Campana non finissero nell’ossario e venissero trasferite alla Badia di Settimo. È una pagina importante della storia della fortuna di Campana e va riconosciuta come tale. Ma proprio per questo occorre ricordare quando e in quali circostanze quella scelta avvenne.
Scandicci
Dino Campana, clima teso
Il priore di Badia non ci sta: «No a spostare le spoglie»
Don Carlo Maurizi boccia la proposta via lettera «mai ricevuta» del sindaco di Marradi:
«È stato sepolto qui per volere di Piero Bargellini che mobilitò poeti e letterati»

È un po' come se Firenze volesse riportare indietro le spoglie di Dante. Peccato che nel mezzo ci sia la grande storia, ci siano episodi di vita e cultura, finiti appunto nei libri di storia. Come per Dino Campana. Sepolto a Badia a Settimo, abbazia millenaria, crocevia di vite e destini eccellenti, oggi caposaldo della cultura metropolitana. Abbiano chiesto al parroco della Badia, don Carlo Maurizi, alfiere trentennale della salvaguardia culturale di questo luogo sacro, anche come luogo campaniano, cosa ne pensasse della proposta del sindaco Triberti di riportare le spoglie mortali di Campana a Marradi.
Come lavora il genio
Il Villon ritrovato e altre scoperte nel 140° anniversario della nascita
di Dino Campana
A cura di Leonardo Chiari e Walter Scarpi
Centro Studi Campaniani “Enrico Consolini” Marradi
Editore: Tempo al libro, Faenza, 2026
Era l’11 maggio 2025 quando il Centro Studi Campaniani di Marradi comunicò una notizia clamorosa della quale si occupò la stampa non solo nazionale: la scoperta di inediti campaniani.

Zygmunt Perkowicz. Foto dedicata da Maria Boerio a Eleonora Tallone.
Archivio Tallone Milano, Prov. Aurora Ciliberti
Zygmunt Perkowicz, la Russia, la Granvigna e Dino Campana
Destino di poeti
di Gigliola Tallone
Novembre 2022
Ringrazio Gigliola Tallone per avermi permesso di pubblicare qui, sul sito di Dino Campana, la storia di un artista, esule dal suo paese, Zygmunt Perkowicz: una storia drammatica e triste ma magnifica. Dino ne venne a conoscenza quando andò in visita alla Granvigna e ne rimase molto impressionato; se ne ricorderà nella celebre "lettera di Natale del 1917"
Tutte le immagini provengono dall'Archivio Tallone di Milano
(paolo pianigiani)
Certi avvenimenti straordinari possono solo essere “raccontati”, proprio per aggiungere alla verità il sentimento, l’atmosfera, la natura complessa dei protagonisti. Il contributo del racconto porta ad un ampliamento del quadro troppo ristretto a note e documenti, e si propone di restituire a un indimenticabile antico amico di famiglia, la sua anima. Per la fedeltà ai fatti che menziono, a voi giudicare, leggendo la piccola monografia di Zygmunt Perkowicz dedicatagli dallo storico del risorgimento, Terenzio Grandi, esperto e inimitabile appassionato di Giuseppe Mazzini, a cui resto fedele e di cui riporto alcuni punti importanti. Egli conobbe e frequentò Zygmunt nell’ambiente intellettuale italiano-polacco di Milano di Nictopolion Maffezzoli ed era testimone delle sue frequentazioni e amicizie. (cfr. Terenzio Grandi,“Un viandante dell’Ideale: Zygmunt Perkowicz, Milano Casa Editrice Risorgimento, 1917.)
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