Plausi e Botte

Marzio Pieri: Cristo non indossava camicie

(in Italia ci sono 50 milioni di abitanti e 10 milioni di poeti)

Un illustre studioso campaniano mi sorprende con un suo messaggio (non ci eravamo mai scritti prima) dove m'invita a giudicare i versi di un nuovo poeta; e allega un ritaglio di giornale che li riporta.
"Matrigno amore / Pungiglione conficcato / nell'anima / Amore sventurato / Urlo silenzioso / della cometa / Amore perduto /  Parole infernali / delle stelle / Amore di Cristo / Gemello di Cristo".

Sebastiano Vassalli: Il matto Campana e il suo biografo

 Dal Corriere della Sera, 11 ottobre 1998, p. 27

Viviamo in un mondo dove c'è sempre meno da fare, e dove le alternative al grattarsi le ginocchia sono sempre più rare: almeno, così sembrerebbe. Leggo su «L'Espresso» che il portavoce della famiglia Di Bella, tale Camponeschi, ha a sua volta un portavoce; e ora ricevo una «Biografia di Carlo Pariani medico psichiatra», scritta da Roberto Maini e pubblicata in una miscellanea della Biblioteca Marucelliana di Firenze. La biografia di un biografo. Carlo Pariani, per chi non lo sapesse, è l'autore di quella «Vita non romanzata di Dino Campana», che Vallecchi pubblicò nel 1938 e che, oltre a esser piena di balle, è un documento per molti aspetti agghiacciante. (Ma alcuni, tra cui il Maini, sono tuttora convinti che sia la fonte della verità). Dalla biografia del biografo emerge un dato curioso. Lo psichiatra Pariani aveva dei problemi, anche piuttosto seri con le donne, e ne attribuiva la causa ai libri. Già anziano, scrisse alla nipote Elena: «I libri rendono infelici, perdi tutto, mi hanno fatto soffrire»; e le raccontò di essere fuggito, tanti anni prima a Firenze, davanti a una signora giovane e bella. («Che mani calde che ha», e lei, avvicinandosi con fare invitante: «Ho tutto caldo, anche il cuore»). Da allora, il nostro psichiatra aveva dedicato le sue energie esclusivamente ai matti e agli studi. L'incontro della sua vita fu, nel 1926, quello con il matto Dino Campana: che inutilmente (lo dice lo stesso Pariani) recalcitrò e cercò in ogni modo di sottrarsi agli entusiasmi dell'aspirante biografo. Era chiuso in un manicomio, e non poteva sfuggirgli.       

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Paolo Pianigiani: Le carte vaganti di Dino Campana

Le carte e i manoscritti: un viaggio senza fine 

Prima pubblicazione: 30/10/2004

Riportato alle cronache popolari dal film di Michele Placido, Dino Campana è tornato a far parlare di sé: convegni, pubbliche letture, premi letterari, articoli su giornali e riviste: come questo. Nacque a Marradi, il 20 Agosto 1885 e morì nel cronicario (ultimo rifugio per matti giudicati inguaribili) di Castelpulci il primo marzo del 1932, sembra per setticemia, che si era procurato scavalcando un filo spinato. Questa morte trovata oltre un filo spinato, è quanto mai sintomatica: la sua vita è stata una continua fuga, oltre i fili spinati.

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Sebastiano Vassalli: Sibilla Aleramo e Dino Campana, Passione sfrenata con botte da orbi

 Dal Corriere della Sera, 14 agosto 2000

CORRIERE ESTATE. Il gioco delle coppie. Gli amori

Sibilla Aleramo e Dino Campana Passione sfrenata con botte da orbi

È tornato recentemente in libreria, con un titolo fantasioso e l' aggiunta di una dozzina di nuove lettere, il carteggio Campana-Aleramo, pubblicato nel 1958 da Vallecchi e curato da Nicolò Gallo, che in realtà si limitò a sistemare e ad annotare le lettere che gli aveva dato la Aleramo. Personalmente, penso che sarebbe stato meglio ristampare il testo originale, senza nulla cambiare e nulla aggiungere. Quel carteggio, infatti, non è un vero carteggio, ma è il romanzo d' amore che Sibilla, ottantenne, compose mettendo insieme una parte delle sue lettere a Campana e quasi tutte le lettere di Campana a lei.

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Taglietti Cristina: Il secolo lungo delle bugie

Dal Corriere della Sera, 15 settembre 2005)

La rilettura di Sebastiano Vassalli, che ha curato gli scritti del poeta. E attacca i critici

«Falsità sulla follia inventate dalla famiglia e dallo psichiatra»

Chi ha paura di Dino Campana? A temere il poeta di Marradi sono ancora in molti secondo Sebastiano Vassalli che di Campana si occupa dalla fine degli anni Sessanta, quando cominciò a raccogliere documenti e a studiare carte in un lavoro culminato nel 1984 con il romanzo-biografia La notte della cometa. Da allora «restituire Campana alla sua vita» è stato per il romanziere una sorta di pensiero fisso che adesso si concretizza in un volume che raccoglie i Canti Orfici, le Poesie sparse, il Canto proletario-italo-francese, le lettere dal 1910 al 1931.

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Vassalli Sebastiano: Campana, la chimera del poeta maledetto

Dal Corriere della Sera del 26 Novembre 2003

Ripubblicati i «Canti Orfici» del geniale autore segnato dalla pazzia. Ma ancora una volta il suo ritratto umano non è attendibile

Una storia che continua a dare fastidio e resta sepolta sotto un cumulo di leggende

La ristampa, a cura di Renato Martinoni, dei Canti Orfici di Campana nei «tascabili» Einaudi, rappresenta un passo avanti per quanto riguarda la sistemazione dei contributi critici, nell'«Introduzione», nelle «Note ai testi» e nelle puntuali «Appendici». È invece un' occasione mancata, se si voleva restituire Campana alla sua storia di uomo e di scrittore.

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