Plausi e Botte

Botta e risposta: Le memorie di Campana


Dal Corriere della Sera, 3 agosto 1997

Giuseppe Matulli, Sindaco di Marradi :

La memoria di Campana

Per l'ennesima volta, dopo 12 anni, è ripubblicato, sul Corriere del 30 luglio, il disprezzo di un grande scrittore per Marradi che, contrariamente a quanto pensa Vassalli, onora con grande dignità la memoria di Campana. Taluni episodi, non fondamentali nella vita di Marradi e nel suo rapporto con Campana, vissuti da Vassalli, per le più varie e "confessate" motivazioni, come dimostrazione di cattivo gusto, diventano addirittura motivo di offesa collettiva, ("un posto da incubo") dopo la più accurata denigrazione, per le quali faccio riserva di ogni azione di tutela. Un piccolo Comune che si onora della collaborazione di una giuria del (vituperato da Vassalli) premio letterario intitolato a Dino Campana come Cacho Millet, Contorbia, Luzi, Marabini, Pampaloni, Petrucciani, Piccioni, Raimondi, Zavoli, può essere dedito alla "persecuzione postuma di Campana" come scrive il Corriere? Un piccolo Comune che sta dando vita alla associazione delle città più significative nella vita e nell'opera di Campana, come Faenza, Bologna, Firenze, oltre a Scandicci (che leggendo il Corriere ci avrebbe dichiarato guerra!), e attende di convincere anche Genova ad associarsi, ha qualcosa a che fare con la descrizione che ne ha fatto Vassalli, nei vecchissimi scritti ripubblicati nelle pagine del Corriere? Mi verrebbe da chiedere che senso ha ripubblicare quegli scritti, ma non è affar mio. Di fronte ad una valanga di improperi e di insulti che avrebbero bisogno di una valanga di precisazioni per le quali mi manca lo spazio, preme soltanto chiedere perché è così difficile per un giornale dare conto di fatti, atteggiamenti e iniziative che sono l'esatto contrario di una presunta e assurda "persecuzione postuma" (anche negando lo spazio alle precisazioni), e invece è così agevole (e non esistono problemi di spazio), in modo del tutto gratuito, senza motivazione alcuna, seminare disprezzo e odio?

Sebastiano Vassalli :

Vorrei dire al sindaco di Marradi che ho portato più lettori a Dino Campana io, che tutte le sue discutibili iniziative e i suoi consorzi tra Comuni per la tutela del Campana D.O.C. Cosa me ne è venuto? Qualcuno, da Marradi, ha cercato in ogni modo di sputtanarmi e di distruggermi, e se non c'è riuscito non è stato certo per mancanza di buona volontà. Nella lettera si parla di odio e di disprezzo: sarebbe meglio che il sindaco si guardasse attorno.

 

Paolo Pianigiani: La Repubblica delle fotografie sbagliate

Tramonti non tramonta... e continua a sostituire e impersonare Dino Campana.

Ecco ancora lo sguardo spiritato di Filippo Tramonti, ad illustrare un trafiletto su Dino. Nulla o quasi da dire sul testo ma la foto è sbagliata!

Da: I Viaggi di Repubblica, 6 Novembre 2008, p. 32.

Una foto dura a morire

di Paolo Pianigiani

 


Evidentemente la notizia che la foto del Liceo Torricelli, quella ritenuta per tanti anni appartenente alla giovinezza di Dino, è da attribuirsi, senza la minima ombra di dubbio, a Filippo Tramonti, non si è diffusa e consolidata in ambito universitario.

Anche il manifesto del seminario dedicato al Poeta di Marradi, che si è tenuto a Chieti nel Febbraio 2008, riporta ancora questa foto, che ormai dovrebbe scomparire e per sempre dagli eventi che riguardano Dino Campana. Questa foto, a cui gli appassionati di Campana sono legatissimi, deve rimanere come storia, come curiosità iconografica, ma nulla di più.

Se non altro per il rispetto della verità storica.

 


Dal Resto del Carlino del 4 Agosto 2007, articolo di Carlo Donati

 


Annalisa Gimmi: Lasciate in pace la follia di Campana

da Il Giornale, domenica 23 ottobre 2005


Povero Dino Campana. Bistrattato in vita. E adesso, quando il postumo amore di generazioni di lettori potrebbero restituirgli serenità, ecco che scrittori e critici si attaccano alle sue ossa per azzannare il boccone più grosso. L’uscita del libro curato da Sebastiano Vassalli, Un po’ del mio sangue (Rizzoli, pagg. 298, euro 9) ha sollevato consensi e proteste anche pittoreschi. Vassalli, in veste di Depositario della Verità, si scaglia contro tutti: dai genitori del poeta, «una famiglia orribile» che lo avrebbe emarginato, considerato pazzo senza alcun reale motivo e allontanato per la vergogna; ai concittadini, fautori del mito del «mat Campana»; ai letterati che lo hanno deriso, rifiutato, e anche ai critici che lo vogliono «usare» per creare un personaggio, seguendo non ben chiari disegni di mistificazione. Vassalli sostiene a spada tratta che Campana, in realtà, non era pazzo.

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Gianni Turchetta: Ma Dino Campana e i Canti orfici sono ancora ben vivi...

Dal sito della Feltrinelli

copertina del libro di Gianni Turchetta: Dino CampanaI lettori del "Corriere della Sera" si sono imbattuti, mercoledì 26 novembre 2003, in un singolare articolo di Sebastiano Vassalli, pubblicato in occasione dell’uscita di un’ottima edizione dei Canti Orfici, a cura di Renato Martinoni.
Vassalli annuncia melodrammaticamente il fallimento dei propri sforzi di restituire a Dino Campana la "sua verità", vanificati a suo dire dall’azione congiunta di una bizzarra quanto eterogenea congrega, unanimemente dedita a deformare e sporcare la memoria del grande poeta.

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Paolo Pianigiani; Dino Campana: le mie lettere sono fatte per essere bruciate, non saccheggiate

Prima pubblicazione: 20 settembre 2005

Souvenir d'un pendu, ESI edizioni, Napoli, 1985Succede a volte che uno si arrabbi : un’arrabbiatura sorda, spontanea, che nasce dal profondo, che ti si diffonde addosso, fino nell’ultima cellula dell’anima, qualora ne avessimo una : e provoca d’istinto una reazione liberatoria, una voglia di giustizia immediata e sommaria. Provoca una risposta cattiva : questa.
Succede quando, da parte di qualcuno, si progetta e si realizza un attacco immotivato, profondamente ingiusto, verso persone che non si meritano né attacchi né accuse. In questo caso verso una persona che per il proprio lavoro, per la propria professionalità di studioso, merita invece rispetto e profonda riconoscenza : lo scrittore Gabriel Cacho Millet.

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