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Una cartolina per i 100 anni degli Orfici

 

 

La traduzione dei Canti Orfici di Rodolfo Alonso

 

Cantos Órficos
Antología 
 
Selección, traducción, prólogo y notas: 
 
 
1a Ed., Villa Maria: Eduvim, 2013

 

 

 

Piazza Sarzano 

A l’antica piazza dei tornei salgono strade e strade e nell'aria pura si prevede sotto il cielo il mare. L'aria pura è appena segnata di nubi leggere. L’aria è rosa.. Un antico crepuscolo ha tinto la piazza e le sue mura. E dura sotto il ciclo che dura, estate rosea di più rosea estate.

Intorno nell'aria del crepuscolo si intendono delle risa, serenamente, e dalle mura sporge una torricella rosa tra l'edera che cela una campana: mentre, accanto, una fonte sotto una cupoletta getta acqua acqua ed acqua senza fretta, nella vetta con il busto di un savio imperatore: acqua acqua, acqua getta senza fretta, con in vetta il busto cieco di un savio imperatore romano.

Un vertice colorito dall'altra parte della piazza mette quadretta, da quattro cuspidi una torre quadrata mette quadretta svariate di smalto, un riso acuto nel ciclo, oltre il tortueggiare, sopra dei vicoli il velo rosso del roso mattone: ed a quel riso odo risponde oblio. Oblìo così caro alle statua del pagano imperatore sopra la cupoletta dove l'acqua zampilla senza fretta sotto lo sguardo cieco del savio imperatore romano.

 

PIAZZA SARZANO

A la antigua plaza de los torneos suben calles y calles y en el aire puro se adivina bajo el cielo al mar. El aire está  apenas salpicado de nubes ligeras. El aire es rosa. Un antiguo crepúsculo ha teñido la pla­za y sus muros. Y dura bajo el cielo que dura, verano róseo de mas róseo verano.

Alrededor en el aire del crepúsculo se escucha reír, serenamente, y de los muros asoma una torrecilla rosa entre la hiedra que oculta ina campana: mientras, al lado. una fuente bajo una breve cúpula arroja agua agua y agua sin prisa, coronada con el busto de un sabio emperador: agua agua, agua arroja sin prisa, en la cima con el busto ciego de un sabio emperador romano.

Un vértice colorido del otro lado de la plaza encuadra, desde cuatro cúspides una torre cuadrada encuadra variedades de esmalte, una risa aguda en el cielo, mas alla del andar tortuosamente, sobre las callejas el velo rojo del roído ladrillo: y a aquella risa oigo que le responde olvido. El olvido tan caro a la estatua del pagano emperador sobre la breve cúpula donde el agua surge sin prisa bajo la mirada ciega del sabio emperador romano.

 


 

 

Cantos Órficos, nella traduzione di Rodolfo Alonso

 

 

PIAZZA SARZANO

A l'antica piazza dei tornei salgono strade e strade e nell'aria pura si prevede sono il cielo il mare. L'aria pura è appena segnata di nubi leggere. L'aria è rosa. Un antico crepuscolo ha tinto la piazza e le sue mura. E dura sotto il ciclo che dura, estate rosea di più rosea estate. 

 

Intorno nell'aria del crepuscolo si intendono delle risa, serenamente, e dalle mura sporge una torricella rosa tra l'edera che cela una campana: mentre, accanto, una fonte sotto una cupoletta getta acqua acqua ed acqua senza fretta, nella vetta con il busto di un savio imperatore: acqua acqua, acqua getta senza fretta, con in vetta il busto cieco di un savio imperatore romano.

Un vertice colorito doli 'altra parte della piazza mette quadretta, da quattro cuspidi una torre quadrata mette quadretta svariate di smalto, un riso acuto nel ciclo, oltre il tortueggiare. sopra dei vicoli il velo rosso del roso mattone: ed a quel riso odo risponde oblio. Oblio così caro alle statua del pagano imperatore sopra la cupoletta dove l'acqua zampilla senza fretta sotto lo sguardo cieco del savio imperatore romano.

 

PIAZZA SARZANO

(Traduzione di Rodolfo Alonso) 

A la antigua plaza de los torneos suben calles y calles y en el aire puro se adivina bajo el cielo al mar. El aire está apenas salpicado de nubes ligeras. El aire es rosa. Un antiguo crepúsculo ha teñido la pla­za y sus muros. Y dura bajo el cielo que dura, verano róseo de mas róseo verano. 

Alrededor en el aire del crepúsculo se escucha reír, serenamente, i de los muros asoma una torrecilla rosa entre la hiedra que oculta ina campana: mientras, al lado. una fuente bajo una breve cupula irroja agua agua y agua sin prisa, coronada con el busto de un sabio emperador: agua agua, agua arroja sin prisa, en la cima con el busto ciego de un sabio emperador romano.

Un vértice colorido del otro lado de la plaza encuadra, desde cuatro cúspides una torre cuadrada encuadra variedades de esmalte, una isa aguda en el cielo, más allá del andar tortuosamente, sobre las callejas el velo rojo del roído ladrillo: y a aquella risa oigo que le responde olvido. El olvido tan caro a la estatua del pagano emperador sobre la breve cúpula donde el agua surge sin prisa bajo la mirada ciega del sabio emperador romano.


 

Gabriel Cacho Millet: E' morto il primo traduttore di Campana

 
Horacio Armani - foto di Margarita Casal 
 
 
"Per Armani la traduzione era una vera passione. Molti sono semplicemente dei mestieranti. Lui, no. Horacio Armani era uno che  credeva profondamente nella poesia" ha detto intervistata da me Maria Luisa Spaziani, all'indomani della morte a Buenos Aires del poeta Horacio Armani (1925-2013), primo traduttore argentino di Dino Campana "in quella sponda del mondo".
 
La sua Selezione dei Canti Orfici in versione spagnola con litografie di Raúl Veroni resterà come una pietra miliare nella bibliografia  del Poeta di Marradi.
Nella storia della letteratura argentina il nome di Armani sarà ricordato per quella decina di libri di poesia che scrisse durante sua lunga vita, da Esta luz en que habitas (1948) fino a El sueño de la poesia (2008). Per trent'anni lavorò come critico letterario del giornale "La Nación". Nel 1991 il Centro Montale di Roma, presieduto da Maria Luisa Spaziani con una giuria composta tra gli altri da Mario Luzi  e Giorgio Bassani, le conferì il Premio Internazionale Eugenio Montale per la sua opera di traduttore.
 
Maria Luisa Spaziani, grande amica di Montale,  ha ricordato le belle versioni in spagnolo di Armani dell'Antología, Hueso de jibia, Las ocasionesEl vacío que nos invade, la sua seconda Antología montaliana e principalmente, Poetas italianos del Siglo XX, una antologia esemplare dei poeti italiani contemporanei.   
 
Horacio Armani se n'è andato forse con quest'ultimi suoi versi sulle labbra:
 
    "Signore: si è consumata la mia vita e i miei giorni son finiti
     e un tuo segno non arriva.
     Perdere la morte deve essere così".  
 
                                                                                                 
Gabriel Cacho Millet
 
 
 Roma, giugno 2013
 

 

Dino e Sibilla in catalano...

Sibil.la Aleramo Dino Campana

Cartes (1916-1918)

A cura di Bruna Conti

Traduzione di Carme Arenas Noguera

Epilogo di Arnau Pons

 

 

 

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