Notizie Ultime

Badia a Settimo: omaggio a Dino Campana

 

 

Silvano Salvadori: dal Convegno su Dino al Poggio

Silvano Salvadori: CONVEGNO A POGGIO A CAIANO, 4 Dicembre 2010

 

Altra celebrazione di Campana a Poggio a Caiano in casa di Ardengo Soffici. Presenti i relatori del convegno di La Verna che già abbiamo recensito. Stefano Giovannuzzi ha parlato della redazione del Pellegrinaggio a la Verna ne “Il più lungo giorno” proponendo che la sua redazione (indipendentemente dall’epoca del viaggio, individuata nel 1910) dovrebbe essere coeva alla volontà di raccogliere in manoscritto i suoi testi per consegnarli a Soffici. Si vede che mentre “la Notte” è evidentemente copiata da una redazione in suo possesso, La Verna presenta correzioni fatte al momento ed è incredibile che dette correzioni, nonostante la perdita del manoscritto stesso, siano tenute presenti da Dino nella riscrittura dei C.O. Secondo Giovannuzzi il disegno ciclico del “lungo giorno” che lega i vari testi, viene un po’ perso nei C.O., tanto è vero che per ricompattarli esce incredibilmente questo nuovo titolo.

Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia: Un saluto per Dino

Saluto al Convegno su Dino Campana, La Verna 18-19 settembre 2010

Nato a Popolano di Marradi, l'Arcivescovo di Perugia Gualtiero Bassetti è un concittadino di Dino Campana, e ha voluto essere presente al recente convegno di La Verna con questo significativo messaggio, che è stato letto durante i lavori.

 

“Voi Marradesi dovete ricordare che le pagine più belle scritte sulla Verna sono proprio quelle del vostro poeta!”. Sono parole rivolte dal francescano padre Marcucci a un gruppo di escursionisti marradesi approdati a La Verna, dopo quattro giorni di cammino tra l’Appennino, che alla vigilia dell’Assunzione 1980 – trent’anni fa – chiedevano “se il ricordo di Campana fosse ancora presente” da quelle parti. 

Sono davvero molte le cose che “noi marradesi” possiamo – e dobbiamo – “ricordare”: sia al passato, sia, soprattutto, al futuro.

Benché, per motivi anagrafici, io non abbia mai incontrato Dino di persona, posso dire di aver respirato la stessa aria e di essermi nutrito alla stessa “terra” e alle stesse “acque”. Io sono di Popolano, una frazione di Marradi, dove la mia famiglia ha molti rami; mio padre è stato allievo, a Marradi, di quel Torquato Campana che, zio paterno di Dino, fu anche suo maestro elementare (e quasi figura parentale, insieme alla moglie Giovanna Diletti). Abbiamo condiviso lo stesso ambiente, lo stesso fiume Lamone – per lui così importante; gli stessi paesaggi e itinerari e boschi appenninici. Abbiamo attinto allo stesso humus, anche nel senso che si tratta di quell’humus particolare delle zone di confine: politicamente Toscana, naturalisticamente anche Romagna, con l’apertura su Faenza.

 

Leggi tutto: Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia: Un saluto per Dino

Con Dino a La Verna, reportage dal Convegno del 18 e 19 Settembre 2010

IL CONVEGNO A LA VERNA: “Io vidi dalle solitudini mistiche…”

 

 

Il convegno tenuto a La Verna il 18 e 19 settembre 2010, nel centenario del famoso pellegrinaggio compiuto da Dino, segna certo un punto di svolta su tante mitologie campaniane.

 

Promotori l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e la Provincia francescana, ha visto come coordinatori il Prof. Giuseppe Langella nelle prime due sezioni e il Prof. Silvano Salvadori nell’ultima.

 

Leggi tutto: Con Dino a La Verna, reportage dal Convegno del 18 e 19 Settembre 2010

Marco Onofrio: Dentro del cielo stellare...

Marco Onofrio: Dentro del cielo stellare... La poesia orfica di Dino Campana Roma, EdiLet, 2010

La redazione ringrazia Diana Battaggia, direttrice editoriale del sito www.lietocolle.com, per averci permesso la pubblicazione del presente articolo, firmato da Giorgio Linguaglossa.

 

Firenze, dicembre 1913 Campana «conosce Papini e Soffici ai quali consegna il manoscritto de Il più lungo giorno (incunabolo dei  Canti Orfici): Soffici lo smarrisce (...) 1914: a Marradi riscrive il libro, in parte a memoria».  In luglio esce in mille copie  il volume Canti Orfici. «Il 12 gennaio 1918 varca la soglia del manicomio, a Castel Pulci. Ormai è pazzo davvero». «1° marzo del 1932, a 46 anni muore per setticemia acuta, che si sarebbe prodotta, pare, pungendosi ai genitali con un ferro arrugginito». 

Il risvolto di copertina recita: «Il libro di Campana potrebbe configurarsi come una sorta di manuale di resistenza all'impatto con la modernità». Ed è appunto il problema dello scontro con la modernità quello che affronta il libro di Marco Onofrio, è qui che si dispiega tutta la passione, l'intelligenza del critico romano per ben più di 600 pagine fitte e ricche. Il libro presenta anche una vasta campionatura delle opinioni dei principali poeti e critici del Novecento fino ai giorni nostri, utile a capire la diversa posizione dello scacchiere dei contemporanei nei confronti del poeta di Marradi.

Leggi tutto: Marco Onofrio: Dentro del cielo stellare...

Sottocategorie

Sei qui: Home Notizie