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Paolo Pianigiani: il sito di Dino Campana com'era

Tutto cominciò così...

di Paolo Pianigiani

 

immagine del primo sito di Campana

L'idea del sito dedicato a Dino Campana nacque verso la fine del 2005. L'allora direttore in cattedra, Anselmo Geribò così racconta la sua prima venuta in terra toscana. L'incontro avvenne all'osteria locanda di Lastra a Signa, quella dove abitò per qualche anno la famiglia del Maestro Giovanni Campana. Se ne è ritrovata qualche pagina e la riportiamo come esempio del nostro cammino...

Alcuni dei link non funzionano e ce scusiamo coi nostri visitatori. Ma per noi queste pagine hanno un fascino straordinario, ci ricordano amici che non ci sono più, come Jan Vladislav, e le tante ore dedicate alle ricerche, alla impaginazione dei testi e delle immagini. Ma diamo la parola al Direttore amministrativo e tuttofare.

Così Geribò fa il punto della situazione dopo soli quattro mesi della sua gestione, in uno dei suoi editoriali.

Diario di bordo di fine aprile 2006

Qui in Oneglia, alla Trattoria della mussa, davanti a una bella farinata che fuma...

 

 di Anselmo Geribò

 

Iniziamo ora a tenere un diario, o traccia, o scia di lumaca che brilli nella notte, le cose che accadono, ogni giorno, nel nostro portale dedicato a Campana Dino di Giovanni (come era chiamato, il Poeta, nei fogli di via che lo riportavano a casa), sono tante e forse dobbiamo tenere un ordine, visto che in fondo siamo anche un archivio. Del resto ci è stato chiesto da più d'uno dei nostri lettori. Prendiamo il titolo di questa nuova rubrichetta dal libro di Soffici, l'Ardengo, artista distratto e gran perditore di manoscritti, ma amico non malevolo, come altri invece lo furono, di Dino.

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La Riviera Ligure: Arabesco Olimpia

Mario Novaro, industriale ligure e direttore della rivista "La Riviera Ligure", accettò la collaborazione di Dino Campana.

Nel numero 47 del Novembre 1915 fu pubblicata la poesia "A Bino Binazzi: Toscanità" 

Nel numero 53 del Maggio 1916 furono pubblicati due testi: "A M. N. [Domodossola 1915]" e ["Ritorna lontano. La tua giornata d'amore"] (Scritta molti anni fa da una donna di Firenze morta a 30 anni)

Nel numero 51 del Marzo 1916 furono pubblicate "Arabesco Olimpiae "Vecchi Versi".

La redazione ringrazia l'amico Luigi Corsetti, responsabile della Biblioteca Comunale di Poggio a Caiano, per averci permesso di pubblicare la copertina e la pagina con le due poesie di Dino.

Giovanni Boine aveva già pubblicato sulla sua rubrica "Plausi e botte", sempre sulla Riviera, il primo riconoscimento a stampa dei Canti Orfici.

Carmelo Bene ha interpretato l'Arabesco - Olimpia evidenziandone le potenzialità espressive.

Silvano Salvadori ne ha indagato alcuni dei significati meno evidenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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Jan Vladislav: 1967 prima traduzione in rivista

Jan Vladislav (1923-2009), pubblicò già nel marzo del 1967, su questa rivista, i primi saggi della sua traduzione dei Canti Orfici

Nel 1968, per le edizioni Mladá Fronta, uscirà il volumetto Šílený Orfeus. Dino Campana, poeta e traduttore quasi in cinque lingue, sbarca in terre boeme. 

 

 

 


Gabriel Cacho Millet: Francesco Galeotti, campesino y pintor

Gabriel Cacho Millet, un ricordo e una poesia per Francesco Galeotti, contadino pittore, nato a  San Adriano, paesino vicino a Marradi, il 25 maggio 1920 e scomparso il 24 febbraio 2011

Un'opera di Galeotti, dedicata a Dino: Dino e Sibilla dalla piazza del Comune di Marradi parlano alla cittadinanza 

Dino e Sibilla ritratto di Francesco GaleottiFRANCESCO GALEOTTI, CAMPESINO Y PINTOR 
En un lugar olvidado por Dios y por Florencia,
que otra gloria no tiene que el nombre de un poeta,
allá, donde malherido alzó 
el vuelo el último halcón,
un campesino suelta el buey
y deja el arado
en busca de las huellas
de aquella iluminación que le fue dada                                 
hace una guerra,
a orillas del sacro Nilo,
ese río que riega tres desiertos
y muere enturbiando la mar;
cuando,
prisionero de guerra,
dentro de una vigilada tienda,
vio el moho errante por la humedad de la tela
bosquejar las ingenuas formas
de un elemental planeta:
la doméstica gallina de Guinea,
que otros llaman faraona;

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Pier Luigi Berdondini: Il canto fu breve


IL CANTO FU BREVE

La poesia di Campana e la musica di Britten a Firenze, Taetro Cantiere Floridasabato 8 Gennaio 2011, alle ore 21.

 

 

Pier Luigi Berdondini (voce recitante) 

Marco Salvatori (oboe)

 

da Canti Orfici di Dino Campana

 

Dino Campana percorse a piedi, e in solitudine, il viaggio da Marradi a La Verna e ritorno, tra il 15 e il 26 settembre del 1910. Il viaggio divenne successi-vamente poesia nei Canti Orfici, con il titolo di LA VERNA (DIARI0). Il canto fu breve, da un verso campaniano, è uno spettacolo teatrale che interpre-ta il lirismo delle visioni del Diario alla Verna, un cammino di passi e di parole attorno a uomini, acque, montagne, deserti dello spirito, beatitudini di un Santo. I colori e le sfumature dei versi si intrecciano alla vibrante e miste-riosa sonorità dell'oboe.

Il canto di Campana è affidato alla voce di un poeta dei nostri giorni, Pier Luigi Berdondini. Particolarmente attento alla ricerca di nuovi campi sonori nell'incontro fra parola poetica e musica, Berdondini privilegerà la sensualità che avvolge i versi campaniani.

Ne nasce un percorso di suoni che offre a ciascun spettatore la possibilità di disegnare una propria trama di immagini ed evocazioni,ascoltando il Diario del poeta di Marradi. Interprete delle Sei Metamorfosi per oboe solo di Benjamin Britten è Marco Salvatori, primo oboe dell'Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino. Salvatori nelle Metamorfosi di Britten, offre una interpretazione che affida al gioco e alla altalena del mutamento la grazia di una dizione di raffinata eleganza e di seducente intensità.

L'inedito abbinamento a Britten, compositore inglese (1913-1976), viene proposto per la particolare espressività "orfica" delle sue Metamorfosi. L'oboe di Britten canta come una voce smarrita e ritrovata e attraversa il mito, nella purezza della scoperta,nella esplorazione dei sensi, tra sfumature e contrasti, acuti e sottovoce in un equilibrio di asimmetriche assonanze con la voce che Berdondini propone alla poesia di Campana.

 


 

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