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20 Agosto a Marradi

Silvano Salvadori presenta "Dino Campana,  Quaderno" a Marradi


 

 

Dino Campana: Acqua di mare amaro


Le due liriche « La dolce Lombardia coi suoi giardini » e « Sorga la larva di antico sogno » sono state ritrovate nella casa di Marradi, « oltre a qualche breve frammento ed a qualche superato rifacimento ».

Non avendo potuto esaminarne gli originali (« sono particolarmente chiari anche nella scrittura, per quanto scritti su carta in parte già usata (su di una facciata) per note e conti della nativa piccola azienda familiare »), nelle due edizioni del '42 e del '52 le abbiamo pubblicate se­condo la lezione trasmessaci dal fratello Manlio.

Ma le osservazioni contenute in una nota di Raul Capra (nel Corriere di Novara del 31 dicembre 1959), a ri­guardo del quattordicesimo verso di « La dolce Lombardia coi suoi giardini», ci hanno consigliato, per la loro fonda­tezza, a mutare « Forra » in « Torre », restituendo così l'intero componimento alla sua più intima verità geografica artistica e biografica.

Le osservazioni del Capra portano inoltre a concludere che la lirica si riferisce a Novara, dove, nel settembre 1917, il poeta, perché trovato privo di documenti, fu rinchiuso e trattenuto in carcere, finché non giunse a riscattarlo l'Aleramo, da lui invocata nel telegramma del 12: «Arrestato a Novara vieni a ve­dermi». Cfr. Campana-Aleramo : Lettere, 143; Aleramo: II passaggio (Bemporad, 1921), 178-180. Di conseguenza la lirica è forse « una delle ultime, se non l'ultima, ad es­sere stata scritta dal poeta prima d'essere definitivamente travolto dalla follia.

Infatti l'accenno alla prigione sembra necessariamente doversi riferire all'esperienza del poeta», che il 28 gennaio 1918 fu internato per sempre nel mani­comio di Castel Pulci. (Su Novara e la sua cupola in una poesia di D. C. cfr. anche V. Leigheb: Realtà nuova, no­vembre 1956.)

 

da: Emilio Falqui, " Per una cronistoria dei Canti orfici ", Vallecchi, Firenze 1960, pgg. 101-102.


Mario Novaro: Murmuri ed Echi

Riceviamo e volentieri pubblichiamo... 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Murmuri ed Echi, unico libro di versi di mio nonno, Mario Novaro, ha avuto cinque edizioni durante la sua vita ed una definitiva (postuma, a cura di Giuseppe Cassinelli), per i tipi di Scheiwiller.La presente edizione critica, curata da Veronica Pesce, nasce dalla collaborazione del nostro Ente con l’Università di Genova, la Provincia di Imperia e le Edizioni San Marco dei Giustiniani.

Atteso da tempo, il volume sarà presentato a Genova l’8 giugno, come da invito allegato.

Un cordiale saluto.

Maria Novaro

 


Silvano Salvatori: Italia, ti amo con smisurato dolore

Una conferenza a Marradi di Silvano Salvatori: Italia, ti amo con smisurato dolore...

 

 

 

Paolo Pianigiani: il sito di Dino Campana com'era

Tutto cominciò così...

di Paolo Pianigiani

 

immagine del primo sito di Campana

L'idea del sito dedicato a Dino Campana nacque verso la fine del 2005. L'allora direttore in cattedra, Anselmo Geribò così racconta la sua prima venuta in terra toscana. L'incontro avvenne all'osteria locanda di Lastra a Signa, quella dove abitò per qualche anno la famiglia del Maestro Giovanni Campana. Se ne è ritrovata qualche pagina e la riportiamo come esempio del nostro cammino...

Alcuni dei link non funzionano e ce scusiamo coi nostri visitatori. Ma per noi queste pagine hanno un fascino straordinario, ci ricordano amici che non ci sono più, come Jan Vladislav, e le tante ore dedicate alle ricerche, alla impaginazione dei testi e delle immagini. Ma diamo la parola al Direttore amministrativo e tuttofare.

Così Geribò fa il punto della situazione dopo soli quattro mesi della sua gestione, in uno dei suoi editoriali.

Diario di bordo di fine aprile 2006

Qui in Oneglia, alla Trattoria della mussa, davanti a una bella farinata che fuma...

 

 di Anselmo Geribò

 

Iniziamo ora a tenere un diario, o traccia, o scia di lumaca che brilli nella notte, le cose che accadono, ogni giorno, nel nostro portale dedicato a Campana Dino di Giovanni (come era chiamato, il Poeta, nei fogli di via che lo riportavano a casa), sono tante e forse dobbiamo tenere un ordine, visto che in fondo siamo anche un archivio. Del resto ci è stato chiesto da più d'uno dei nostri lettori. Prendiamo il titolo di questa nuova rubrichetta dal libro di Soffici, l'Ardengo, artista distratto e gran perditore di manoscritti, ma amico non malevolo, come altri invece lo furono, di Dino.

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