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Gabriel Cacho Millet: prefazione alla nuova bibliografia campaniana edita da EdiLet di Roma

Gabriel Cacho Millet: prefazione alla nuovissima bibliografia campaniana:  Bibliografia campaniana ragionata dal 1912 etc.

di MARCELLO VERDENELLI e GIAMPAOLO VINCENZI

copertina libro Verdenelli Vincenzi

Ha scritto Jorge Luis Borges: l'essenza di un poeta non risiede nelle sue idee, né nelle sue metafore o nei suoi concetti: tutto ciò è secondario, quasi inconsistente. L'importante è la voce del poeta. Il respiro dei suoi versi, e, nel nostro caso, la voce di quel Dino Campana morto, quasi dimenticato non lontano da Firenze in manicomio, a 47 anni. La sua voce, racchiusa in un solo libro dove «canta - scrisse Montale nel 1928 - una vena di poesia, talora torbida e incoerente, ma profonda e tale da assicurare un posto assai alto al povero Campana» nel paradiso della lirica  contemporanea.

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Giovanni Cenacchi: I Monti Orfici di Dino Campana

La nuova edizione de "I Monti Orfici di Dino Campana", appena pubblicata dell'editore fiorentino Mauro Pagliai

 

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Gabriel Cacho Millet - Claudio Corrivetti: Non si avrà ragione di me

  Gabriel Cacho Millet - Claudio Corrivetti: Non si avrà ragione di me

 

Libro curato da Gabriel Cacho Millet e illustrato da Claudio Corrivetti, ediziono Postcart, Roma 2008

  
  

 

IncartaMenti 
Rubrica di recensioni a cura di Paolo Romano
(Marzo 2009)

POESIE PER UN POETA E IMMAGINI DEI SUOI LUOGHI IN UN LIBRO DI GRANDE BELLEZZA

Nonostante la crisi dell’editoria, la contrazione delle vendite e la necessità di adeguarsi alle leggi del mercato si possono pubblicare ancora libri eleganti e raffinati come il recente “Non si avrà ragione di me- poeti del Novecento per Dino Campana”. Il volume, pubblicato da Edicart, rappresenta un doppio omaggio al “poeta inafferrabile”: da una parte i versi e gli scritti di 24 poeti italiani e stranieri per Dino Campana, dall’altra il ricco apparato iconografico con le “poesie scattate” di Claudio Corrivetti, che con la sua macchina fotografica visita Marradi (Firenze), il paese dove Campana nacque e fu più volte tacciato di pazzia e mandato in manicomio. A curare il volume è l'argentino Gabriel Cacho Millet, tra i maggiori studiosi di Campana. IL grande pubblico conosce poco del poeta geniale e folle che visse tra il 1885 ed il 1932, pubblicò un unico libro “Canti Orfici” e amò la poetessa Sibilla Aleramo. La silloge comprende versi e pagine in prosa appartenenti a: Bino Binazzi, a Francesco Meriano, Mario Novaro, Vincenzo Cardarelli, Sibilla Aleramo, Camillo Sbarbaro, Giorgio Caproni, Velso Mucci, Luigi Bartolini, Michele Campana, Lello Campana, Jan Vladislav, Murilo A1endes, Sergio Zavoli, Silvio Ramat Roberto Micchioni, Alda Merini, Primo Conti, Mariella Bettarini, Maurizio Pallante, Vico Faggi, e lo stesso Cacho Millet, che dopo essersi nutrito con i suoi studi di tanta poesia campaniana ne produce di sua, come per un lungo processo di ruminazione. Quanto a Corrivetti non lo scopriamo noi: seguendo le orme del suo maestro Tazio Secchiaroli, prosegue qui la sua ricerca fotografica iniziata quindici anni fa con 'Roma in bianco e nerò; 'Occhi su Napolì e (in collaborazione con Leonard Freed) 'Venice Venezià. Qui e là l'artista si lascia andare giocando con la sua vecchia Polaroid 600 davanti ai monti tosco-romagnoli che fecero da orizzonte alla vita di Campana. Ogni fotografia di Corrivetti è un omaggio alla malinconia senza tempo, un tutto nel cuore alla ricerca di emozioni estetiche, semplici istanti illuminati, sprazzi di bellezza minimale, espressioni di una mitologia dell’esistenza umana che tutti rincorriamo. Che sia la stazione ferroviaria, un binario che si perde negli alberi, un manifesto strappato o la buca per le lettere, nel ritrarre Corrivvetti ci fa riscoprire la poesia insita nelle cose, nei luoghi, negli oggetti, persino nell’interiorità del lettore che ritrova il suo passato in immagini che apparentemente non gli appartengono. Il fotografo poeta è anche editore e non è al suo primo approccio con Campana: oltre dieci anni fa, con la sua casa editrice Postcart, stampò il volumetto, 'Dolce illusorio Sud', nel quale Cacho Millet aveva raccolto gli autografi che Campana consegnò a Giovanni Papini nel 1913) e che questi sciaguratamente perse. Questi testi precedenti ai Canti Orfici vennero stampati insieme ad altri dal piccolo editore romano. 

  
  

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