Eventi storici

foto di Lorenzo Montanoda “La Nuova Antologia”, 1954, fascicolo 1837, pp. 73-80

Ci vorrebbe il genio d’uno Stendhal d’un Tolstoi, e forse non basterebbe, per rappresentare a chi non l’ha provato il senso di stabilità da cui era pervaso il mondo fino alla prima guerra mondiale. Mondo ormai ridotto ad una sottilissima scorza ad opera di Marx e di Nietzsche, il Marx dei benestanti, per tacere di tarli più antichi; ma la compattezza e la solidità della nostra illusione non erano intaccate. Il futuro si apriva dinanzi a noi a perdita d’occhio, per generazioni senza numero, variato magari da sviluppi tecnici e sociali (la più parte desiderabili) ma sostanzialmente immutabile.

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Giuseppe Raimondi

Toccò loro in sorte un'epoca strana. Sarebbero stati amici, ma si incontrarono solo una volta faccia a faccia, in certe isole troppo famose...
Il fatto che narro accadde in un tempo che non possiamo comprendere.
J.L. Borges, Juan López e John Ward


Giuseppe Raimondi, (Bologna 1898 - 1985)


Tre date, 1918, 1920 e 1980; quattro città. Bologna, Firenze, Roma e Fiesole, definiscono nel tempo e nello spazio i margini dell'intesa, della rottura e della riconciliazione di Giuseppe Raimondi scrittore con Primo Conti pittore. A svelare l'intera vicenda con rigore e passione è Patrizia Mania, che ha avuto la fortuna di rileggere il singolare carteggio e altre carte che lo documentano, sotto lo sguardo vigile del più giovane dei due corrispondenti, quello che a detta di Papini, "fu pittore prima ancora di essere uomo".

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