Dino Campana - Dino Campana

  • Carlo Bo: La notte di Dino Campana

     

    La notte di Dino Campana

    di Carlo Bo

    Pubblicato su "Resine",

    numero doppio n. 58-59,

     Marco Sabatelli Editore, Savona, 1994

    Dagli Atti del Convegno di studi svoltosi a Genova e a La Spezia dal 11 al 13 Giugno 1992.

     

    C'è nella storia della poesia italiana del Novecento un caso che prima ha stupito e disorientato e poi generato una serie di equivoci: è il caso di Dino Campana. I motivi maggiori di questo difficile approccio vanno ricercati soprattutto nella leggenda che fin da principio ha accompagnato l'opera di questo poeta. Campana era per natura un irregolare, uno che difficilmente trovava una sua vera identificazione e che nella vita quotidiana non riuscì mai a prospettarsi una sistemazione appena soddisfacente. All'origine c'è la malattia che ha avvelenato la sua esistenza, una malattia che era già della sua famiglia e che allora aveva un solo nome, la follia.

  • Gabriel Cacho Millet: Sul "male" di Dino Campana

     

     

    Sul "male" di Dino Campana

    di Gabriel Cacho Millet

    Da "Resine", n. 57-58, luglio 1994

     

    Chi passa dalla lettura deiCanti Orficia quella delle migliaia di pagine scritte sulla vita dell'autore resta immancabilmente deluso. Il poeta degliOr­ficiè altrove.

    Spesso mi sono chiesto cosa hanno in comune il Dino Campana dal genio folgorante che canta neiCanticon quel poveretto di Marradi dallo stesso no­me, ingombrante ospite di carceri, ospedali, prefetture e manicomi, perse­guitato ed errante.

    E ora ho voglia di rispondere: nulla.

    Ma il mito, la leggenda, alcuni biografi e qualche critico (Boine, Papini, Soffici, Binazzi e altri) ce lo hanno consegnato in un solo pacco come il "poeta pazzo", vittima della poesia e non solo della poesia, quasi mai come chi a un tratto, dal fondo della sua notte, «mette in questione l'atto stesso di scri­vere» (Ruggero Jacobbi,L'avventura del Novecento,Milano, Garzanti, 1984, p. 450).

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