Dino Campana - Dino Campana

  • La mostra del 1973: l'anno della riscoperta di Campana

     

     

     

    Gabinetto Scientifico Letterario G. P. Vieusseux

    Mostra Bio-Bibliografica su Dino Campana

    Marzo 1973

    Firenze

     

    Catalogo a cura di Maura del Serra

    Elaborazioni fotografiche di Giovanni Cillo

    Illustrazione di copertina di Franco Gentilini

     

    Un' idea di Fra' Giuseppe del Convento di San Francesco di Fiesole, è all'origine della Mostra e del Convegnp dedicati a Dino Campana. L' idea fu accolta e perfezionata da un gruppo di promotori e dal Gabinetto G.P. Vieusseux che avendo allo studio una serie di convegni su personaggi e temi coinvolgenti la cultura fiorentina, fu lieto di includere nel primo ciclo ternario , insieme a Gaetano Salvemini e a Ottone Rosai, il poeta dei Canti Orfici. Una serie di circostanze, fra le quali non ultime il 'ritrovamento' e la pubblica­zione del manoscritto 'smarrito' Il più lungo giorno, hanno riservato addirittura al Convegno-mostra su Dino Campana di dar principio alla se­rie.

     

  • Maura del Serra: il Convegno del 1973

    Maura del Serra: il Convegno del 1973 - Catalogo

    Vero e proprio evento di demarcazione, il Convegno tenutosi alla Certosa di Firenze nel 1973, aprì una nuova epoca per gli studi su Dino Campana.

    Pubblichiamo la prima parte del Catalogo della mostra bio-bibliografica, curato da una giovanissima studiosa, Maura del Serra, e allestita al Gabinetto Vieusseux nel Marzo del 1973

     

     Parte prima

     


     


  • Ruggero Jacobbi, L'esilio e la visione

     

    Ruggero Jacobbi

     

    L'ESILIO E LA VISIONE

     

    Intervento "a braccio" al convegno fiorentino organizzato dal Gabinetto Vieusseux

     

     Pubblicato su "Dino Campana oggi", Vallecchi 1973

     

    Sono veramente imbarazzato dalla circostanza di dovervi ammannire la mia eloquenza « a braccio » dopo i testi scritti, meditati e letti, di coloro che mi hanno preceduto. Non ho nulla di scritto. Cercherò brevissimamente di vedere in Campana e soprattutto nei « viaggi » di Campana (viaggi reali e immaginari), per piccoli esempi, l'incontro fra due temi di fondo, che non sono soltanto suoi ma di tutta una zona della poesia fra i due secoli: il tema dell'esilio ed il tema della visione. Anche in Campana si è manifestato, nella fattispecie di una Pampa e di un Sudamerica divenuti mito, quel desiderio di un libro da « negro », di un libro da « pagano », di un libro da noneuropeo, che Rimbaud espresse proprio in questi termini. Allo stesso tempo (come cercherò di dire, non di dimostrare; si dimostra con un apparato erudito, non con improvvisazioni) questa volontà di mettersi in esilio, di an­dare a cercare un altro spazio, o ciò che oggi chiamiamo Terzo Mondo, coincide — in quanto non sempre legato ad una realtà sperimentata, ma più spesso a memoria e fantasia — con la capacità visionaria di Campana. Basta guardare sulla pagina i passi deiCanti orficie degliIneditiche si riferiscono all'Argentina.

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