Dino Campana - Dino Campana

  • L'edizione Anastatica del Centenario degli Orfici

     

    L'edizione in Cofanetto del Centenario degli Orfici

     

     

    Informazioni

    Ristampa anastatica e incisione integrale dei Canti Orfici di Dino Campana 
    nel centenario della pubblicazione.
    Descrizione
    COMETA ROSSA

    Per l’amor del Poeta… Dino Campana

    Sottoscrizione per la ristampa anastatica e l’incisione integrale dei Canti Orfici di 
    Dino Campana nel centenario della pubblicazione

    Il 7 giugno del 1914 Dino Campana, assieme ai testimoni Luigi Bandini e Camillo Fabroni, sottoscriveva col tipografo marradese Bruno Ravagli il “contratto per la pubblicazione del libro Canti Orfici”. Al Ravagli veniva versato un acconto di lire 110, risultato di una faticosa sottoscrizione tra 44 marradesi, ai quali sarebbe spettata una copia del libro, promossa da Bandini su “imperativo categorico” di Dino Campana. 
  • La dedica al Vate...

    Nel breve soggiorno a Marina di Pisa, Sibilla convinse Dino a inviare i Canti Orfici a D'Annunzio...

    di Paolo Pianigiani

     

     

    ... e la copia fu ritrovata a Venezia, assolutamente intonsa e mai aperta... i rapporti fra il "Vate grammofono" e Dino Campana furono, come dovevano essere, nulli. Sibilla, come faceva sempre con i sui "protetti" la prima cosa che faceva chiedeva supporto e partecipazione al Divino Gabriele. Che, oltre a chiamarla in qualche dedica "sirocchia" sembra che poco o nulla abbia mai fatto per lei...

    La copia degli Orfici, con questa bella ma inutile dedica, è attualmente alla villa di D'Annunzio, il Vittoriale degli Italiani, sul Lago di Garda.


     

  • La mostra del 1973: l'anno della riscoperta di Campana

     

     

     

    Gabinetto Scientifico Letterario G. P. Vieusseux

    Mostra Bio-Bibliografica su Dino Campana

    Marzo 1973

    Firenze

     

    Catalogo a cura di Maura del Serra

    Elaborazioni fotografiche di Giovanni Cillo

    Illustrazione di copertina di Franco Gentilini

     

    Un' idea di Fra' Giuseppe del Convento di San Francesco di Fiesole, è all'origine della Mostra e del Convegnp dedicati a Dino Campana. L' idea fu accolta e perfezionata da un gruppo di promotori e dal Gabinetto G.P. Vieusseux che avendo allo studio una serie di convegni su personaggi e temi coinvolgenti la cultura fiorentina, fu lieto di includere nel primo ciclo ternario , insieme a Gaetano Salvemini e a Ottone Rosai, il poeta dei Canti Orfici. Una serie di circostanze, fra le quali non ultime il 'ritrovamento' e la pubblica­zione del manoscritto 'smarrito' Il più lungo giorno, hanno riservato addirittura al Convegno-mostra su Dino Campana di dar principio alla se­rie.

     

  • La Voce cambia pelle: 15 novembre 1914

     Lacerba, proprio nel numero che vede la pubblicazione di tre testi in prosa di Dino, estratti dai Canti Orfici, annuncia ai lettori il prossimo mutamento di rotta della rivista La Voce. Il passaggio di consegne è da Prezzolini a De Robertis. Dalla politica e dalla filosofia alla letteratura e all'arte. I firmatari dell'annuncio, sotto lo pseudonimo di "Camerieri", non possono essere che Papini e Soffici.

      

    Abbiamo il piacere di rendere disponibile quella copia di Lacerba, in versione integrale, che comprende, oltre ai tre testi di Dino, anche, in ultima pagina, un curioso trafiletto pubblicitario dei Canti Orfici.

    Inoltre c'è una articolo di Ottone Rosai assolutamente da leggere!

     

    La redazione

     

     

     

     

     

     

    Trafiletto pubblicitario per i Canti orficiLA “VOCE” SI RINNOVA

     

    Dopo sei anni di gran lavoro e di bel coraggio Giuseppe Prezzolini, amico anche in guerra, lascia la direzione della Voce.Non la Voce, chè ci scriverà spesso. Ma la vecchia Voce polilatere, più seria che lirica, più sociale che artistica, sparisce con lui.

     

    La direzione è stata affidata a Giuseppe De Robertis, un ragazzo meridionale di molto buon gusto e d’inaspettato profondità critica, il quale, invece di laurearsi, preferisce mettere insieme una bella rivista che raccolga finalmente i nomi più sicuri della giovane letteratura italiana.

     

     

    La nuova Voce sarà dunque prevalentemente letteraria. Ci sarà una parte di lirica pura in prosa e in versi alla quale contribuiranno A. B. Baldini, Govoni, Jahier, Linati, Palazzeschi, Papini, Pea e Soffici. Lunghi saggi di critica daranno lo stesso De Robertis e Renato Serra. D’arte scriveranno Roberto Longhi e Ardengo Soffici, e di musica Giannotto Bastianelli e Ildebrando Pizzetti. Di politica continuerà ad occuparsi Prezzolini. Sarà davvero una bella rivista.

     

    Il primo numero della nuova serie uscirà il 15 dicembre, e sarà in formato più grande del presente, in 64 pp., su carta migliore e costerà come prima 5 soldi. L’abbonamento resta a 5 lire ma chi comprerà venti lire di libri editi dalla Libreria della Voce avrà la rivista gratis per tutto il 1915.

    Auguriamo a De Robertis e a tutti gli amici della letteratura che questo tentativo di dare all’Italia una rivista d’arte che possa stare alla pari colle migliori di Francia sua bene accolto da tutti e che la Voce ritrovi, in questa nuova incarnazione, più vita.

     I CAMERIERI

  • Marta Questa: Elena Ghika (Dora D’Istria)

    Storia di una principessa rumena a Firenze, negli anni immediatamente precedenti la nascita di Dino Campana

    Tra il 1860 e il 1888 ci fu chi in Firenze ebbe la fortuna di conoscere una donna considerata “una delle menti più lucide e più intelligenti d’Europa” e che l’antropologo Paolo Mantegazza così descriveva:
     “Un corpo tutto venustà, un cuor tutto grazia e nobiltà, una mente d’artista e di pensatore son tre cose rare a trovarsi, anche da sole, ma messe insieme formano un miracolo della fortuna; e questo miracolo ha saputo compiere la natura spargendo tutte quelle grandi e diverse virtù sopra un solo nome, quello di Elena Ghika, che diede poi a se stessa nel mondo della letteratura il secondo e più noto battesimo di Dora D’Istria”.
     Elena Ghika era nata a Bucarest il 22 gennaio 1828. Era figlia del principe Mihal Ghika di origine albanese, governatore del principato di Valacchia, eminente archeologo e fondatore del primo museo nazionale di Romania, fratello di Grigore IV e di Alexandru II (successo a Giorgio IV sullo stesso trono nel 1834) e di Katinka Faka, traduttrice di opere della letteratura francese.

  • REGIO DECRETO 16 AGOSTO 1909, n. 615 (GU n. 217 del 16/09/1909)

    La villa di Castelpulci, dove fu rinchiuso Dino CampanaREGOLAMENTO SUI MANICOMI E SUGLI ALIENATI. (PUBBLICATO NELLA GAZZETTA UFFICIALE N.217 DEL 16 SETTEMBRE 1909). QUESTA ERA LA LEGGE IN VIGORE CHE REGOLAVA LA VITA DEI MANICOMI QUANDO DINO VI FU RINCHIUSO NEL 1918


    Preambolo

    VITTORIO EMANUELE III, PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE, RE D'ITALIA, VEDUTA LA LEGGE 14 FEBBRAIO 1904, N. 36, SUI MANICOMI E SUGLI ALIENATI; VEDUTO IL REGOLAMENTO PER LA ESECUZIONE DI DETTA LEGGE, APPROVATO CON NOSTRO DECRETO 5 MARZO 1905, N. 158; VEDUTI I PARERI DEL CONSIGLIO SUPERIORE DI SANITÀ E DEL CONSIGLIO DI STATO; UDITO IL CONSIGLIO DEI MINISTRI; SULLA PROPOSTA DEL NOSTRO MINISTRO, SEGRETARIO DI STATO PER GLI AFFARI DELL'INTERNO, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI; ABBIAMO DECRETATO E DECRETIAMO:

    ARTICOLO UNICO.

      È APPROVATO L'UNITO NUOVO REGOLAMENTO PER L'ESECUZIONE DELLA CITATA LEGGE 14 FEBBRAIO 1904, N. 36, SUI MANICOMI E SUGLI ALIENATI.

  • Roberto Maini: «Signor Campana mi permetta di presentarmi»

    Da Copyright, 1991-1996, «Signor Campana mi permetta di presentarmi», biografia di Carlo Pariani medico psichiatra

     

    Rivista CopyrightE’ un lunedì mattina, di una tipica giornata di novembre, con un cielo coperto che minaccia pioggia, cosa che succederà di lì a poco e per tutto il giorno seguente tanto da far temere lo straripamento dell’Arno, quando un bell’uomo di cinquant’anni, con gli occhi celesti della madre sale per la collina alla sinistra del torrente Vingone per entrare a Castel Pulci.

    Il suo camminare è pensoso, leggermente curvo.

    I guardiani della succursale del Manicomio provinciale Chiarugi di Firenze non hanno difficoltà a farlo entrare, lo conoscono bene e l’hanno già visto altre volte; lo salutano con deferenza: è un primario. Carlo Pariani proprio quel giorno compie cinquant’anni.

    E’ nato lontano da dove si trova ora, nel territorio di Arizzano Inferiore, che poi confluirà nel Comune di Verbania, circondario di Pallanza, provincia di Novara, l’8 novembre 1876 da Federico ed Elisa Boletti, sposati il 24 aprile del 1871. 

     

     

     

     

     

     

  • Ruggero Jacobbi, L'esilio e la visione

     

    Ruggero Jacobbi

     

    L'ESILIO E LA VISIONE

     

    Intervento "a braccio" al convegno fiorentino organizzato dal Gabinetto Vieusseux

     

     Pubblicato su "Dino Campana oggi", Vallecchi 1973

     

    Sono veramente imbarazzato dalla circostanza di dovervi ammannire la mia eloquenza « a braccio » dopo i testi scritti, meditati e letti, di coloro che mi hanno preceduto. Non ho nulla di scritto. Cercherò brevissimamente di vedere in Campana e soprattutto nei « viaggi » di Campana (viaggi reali e immaginari), per piccoli esempi, l'incontro fra due temi di fondo, che non sono soltanto suoi ma di tutta una zona della poesia fra i due secoli: il tema dell'esilio ed il tema della visione. Anche in Campana si è manifestato, nella fattispecie di una Pampa e di un Sudamerica divenuti mito, quel desiderio di un libro da « negro », di un libro da « pagano », di un libro da noneuropeo, che Rimbaud espresse proprio in questi termini. Allo stesso tempo (come cercherò di dire, non di dimostrare; si dimostra con un apparato erudito, non con improvvisazioni) questa volontà di mettersi in esilio, di an­dare a cercare un altro spazio, o ciò che oggi chiamiamo Terzo Mondo, coincide — in quanto non sempre legato ad una realtà sperimentata, ma più spesso a memoria e fantasia — con la capacità visionaria di Campana. Basta guardare sulla pagina i passi deiCanti orficie degliIneditiche si riferiscono all'Argentina.

  • Un anniversario appena trascorso

    Il primo di Marzo del 1932 Dino se ne andò da questo mondo

    gli amici de "La Voce di Romagna" lo ricordano così:

     

     

     

  • Un incontro per Dino a Bellaria Igea Marina

  • Un ricordo per Gabriel a Marradi

     

    Giornata in ricordo di Gabriel Cacho Millet, marradese d’adozione e

     “campaniano de corazón”.

     

    Per   saldare   un   debito   di   riconoscenza   nei   confronti   di   Gabriel   Cacho   Millet,   giornalista, drammaturgo e scrittore, che generosamente si è speso per la diffusione e la conoscenza del poeta Dino   Campana,   il   Centro   Studi   Campaniani   di   Marradi   ha   organizzato   nella   sede   in   Via Castelnaudary, 5  per sabato 14 ottobre 2017 ore 16,30 una giornata  in suo ricordo ad un anno dalla morte.

    Cacho Millet, nato in Argentina nel 1939, raccontava che il destino aveva posto Dino Campana nel suo cammino, quando aveva avuto l’incarico di tradurre in lingua castellana le mirabili pagine dei Canti Orfici  sulla Pampa. Ne era andato poi  a cercare le tracce per fornire le prove del viaggio in  Argentina. Obbligato ad abbandonare la sua patria scelse l’Italia come rifugio e qui riprese i suoi studi sul poeta. Esordì con un testo teatrale “Quasi un uomo Visita al poeta Dino Campana nel manicomio di Castel Pulci” e  pubblicò, nella sua lunga attività di ricercatore e studioso, ben otto libri oltre a vari saggi sul poeta di Marradi, diventando a buon diritto il biografo di Campana.

  • Una visita al Liceo Torricelli

     

     

     

    Andiamo a visitare il sito del Liceo Torricelli di Faenza, curato dall'amico Stefano Drei. Nello spazio, ricchissimo, dedicato a Dino Campana, ci sono due nuovi articoli che segnaliamo ai nostri lettori.

    - "Ricordo una vecchia tempera". Memorie figurative nella prima pagina dei Canti Orfici. Di Stefano Drei

    - Un poeta russo, Campana e il suo segreto. Una fonte sconosciuta dei Canti Orfici. Di Leonardo Chiari

     


     

     

     

     

  • Vademecum per Dino: dal 1885 al 1910

    La biografia di Dino Campana basata sui documenti. Sono state consultate le principali fonti che riportano materiali di archivio. In particolare Dino Campana fuorilegge, Editore Novecento, Palermo, 1985, curato da Gabriel Cacho Millet. Evitate accuratamente le biografie romanzate.

    foto di Dino in terza elementare1885

    Marradi 20 Agosto 1885: Nasce Dino, Carlo, Giuseppe Campana: ore 2,30 pomeridiane.

    1887

    2 settembre 1887: Nasce il fratello Manlio

    1893

    Marradi 25 Gennaio: Modula informativa di ammissione al Manicomio di Firenze relativa allo zio Mario Campana, di 22 anni, per "monomania religiosa e dubbiosa"

    1897

    Faenza autunno: Risulta iscritto alla terza Ginnasiale del Convitto Salesiano, a Faenza

    1900

    Faenza estate: Sostiene gli esami di quinta ginnasio al liceo Torricelli di Faenza

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