Dino Campana - Dino Campana

  • Leonardo Chiari: Purità d'accento in Dino Campana

     

     

    «Purità di accento»

      Tracce dell'actio nei Canti Orfici

    di Leonardo Chiari

    Da Nautilus, Annuario di Studi e Ricerche del Liceo Torricelli Ballardini di Faenza. Anno 2018

     

    Pronuncia, dizione, articolazione - sono fattori apparentemente estra­nei al regno della parola scritta; anzi, sebbene a detta dei linguisti l'oralità sia primaria per ontogenesi e filogenesi, la scrittura sembra scongiurare la relatività e l'aleadella sua controparte orale in tratti di penna o grafemi (come i segni di interpunzione): tutto ciò che non è catturato da questi espedienti diacritici è contingente, collaterale, e vago; o peggio, tutto ciò che non è espresso in segni, non esiste. Questa tirannia della parola scritta sulla parola detta ha avuto conseguenze anche in merito anche alla va­lutazione estetica della letteratura: così come (direbbe ilcommon sense)il valore estetico di un copione teatrale o di una partitura dipende dacomequesti sono stati scritti e non dacomesono recitati o eseguiti, il valore di un testo letterario dipende da come il testo è stato scritto (la qualità della sua scrittura), non già da come è pronunciato; che è come dire, in fondo, che il mio particolare modo di declamare le terzine dellaCommedianon turba minimamente il loro valore o significato: il significato, se c'è, è altro­ve e fisso, e la scrittura è il suo immobile veicolo.

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