Dino Campana - Dino Campana

  • Giovanni Costetti: I Canti Orfici di Dino Campana


    Pubblicato su "LA TEMPRA" (Pistoia), II, 1915, 1, pp. 6-7

    Ritratto eseguito da Giovanni Costetti nel 1913; si trova presso il Centro Studi Campaniani di Marradi

     

    Credo che un giudizio di pittore sopra un’opera di poesia pos­sa interessare forse più della critica d’un letterato o d’un filo­sofo. E più facile all’artista di avere di essa un’opinione meno logica, più istintiva, più passionale. Mi pare che la critica diventi spesso arido esame di difetti o qualità tecniche e agisca dietro certi presupposti malsicuri. In­fatti a seconda di certi suoi dogmi mutevoli ammette o nega valori che anche negati o ammessi non distrugge o non affer­ma durevolmente. Le forbici del critico cosiddetto competente, tagliano spesso male, o troppo o insufficientemente. Il critico non dovrebbe esistere perché non è un uomo d’intuizione, e l’opera d’arte vera è sempre intuitiva. Ma forse la ragione materiale di esi­stere del critico è l’opera d’arte voluta cioè falsa che è sovrab­bondante e che bisogna condannare.

    Il volume di Dino Campana "Canti Orfici" di cui sto parlan­do, non mi sta fra mano. Io l’ho letto da circa un mese. E’ dunque diventato per me "un ricordo" ma appunto perché ta­le, perché ricordo vivo, suggestivo, io sento di occuparmene. Molte cose mi rimangono di questo libro; sovrattutte mi ri­mane la sintesi delle diverse impressioni. Egli ha nel ricordo un’unità che non gli si può ritrovare subito quando le bellez­ze particolari ci afferrano individualmente.Io lo vedo sotto un’atmosfera unica, ma complessa, nella sua unità spirituale, lo vedo nostalgico e vibrante. La sua luce è come quelle delle albe fosche, bianchicce e soavi, le forme so­no fantastiche come le fa l’alba e i rumori lontani come nel sogno. La musica invade il poema che è pieno di colori - la musica è nelle parole commosse, nelle immagini nuove - nei significati profondi - la pittura è in tutto.
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