Dino Campana - Dino Campana

  • Gabriel Cacho Millet: L'introduzione al Carteggio (1903-1931)

     

     

    Prologo

    Da: Dino Campana, Lettere di un povero diavolo, Carteggio (1903-1931)

    A cura di Gabriel Cacho Millet

    Edizioni Polistampa, Firenze, 2011

     

    Ricostruire un carteggio è come edificare un tempio: pietra su pietra. È un'opera che richiede tempo e pazienza. Si diventa detective e si insegue la preda, come i cac­ciatori, cercando tracce, annusando, fiutando. Ian Gibson, il biografo di Federico Garçia Lorca, scrive che non puoi mandare nessuno al posto tuo, perché ciò che potresti scoprire non sarebbe visto dall'altro come lo vedi tu. E quando trovi il pezzo che cercavi, la lettera che mancava, quella che ti permette di completare, almeno in parte, il tuo puzzle, è quasi un'estasi. E se così non fosse, non si continuerebbe a cer­care: invece ogni giorno ci riserva un'avventura, piccola o grande che sia. Perso­nalmente, ho finito per mettere Dino Campana nei miei sogni. E ciò da quando, nel lontano 1978, pubblicai con Vanni ScheiwillerLe mie lettere sono fatte per essere bruciate,primo carteggio del poeta di Marradi con gli uomini del suo tempo. Cer­cai allora, e cerco ancora oggi, di fare in modo che ogni lettera possa essere letta nei suoi minimi particolari, chiarificando, fin dove mi è possibile, ogni dubbio, perché è mia intenzione, al di là della "confusione di spirito" dello scrittore, che il lettore possa leggerlo come se si trattasse di un classico. Sono i lettori che decidono quando un poeta è, o no, un classico.

     

Sei qui: Home