Dino Campana - Dino Campana

  • Libri nuovi e usati: due lettere di Dino

     

     

    La redazione ringrazia l'amico Paolo Magnani per averci mandato questa interessante pubblicazione, dalla quale trascriviamo l'articolo che ci riguarda...

     


     

     Dino Campana   

    DUE LETTEREINEDITE

     

    Credo che per la pubblicazione di queste due lettere inedite di Campana sia utile una breve informazione. Parecchi anni fa, il Professore Fredi Chiappelli, con il quale ero entrato in rapporti per la pubblicazione, che poi avvenne, del suo saggio:Machiavelli e la lingua fiorentina,sapendo che avevo intenzione di fare una rivistina, diversa da quella che pubblico oggi, mi inviò gentilmente quattro lettere inedite che Dino Campana aveva spedito a Danilo Lebrecht, in arte Lorenzo Montano. Tardando io a pubblicare queste lettere, il Professor Chiappelli ne pubblicò due sul «Corriere della Sera» del 18 marzo 1971 e naturalmente queste due lettere sono state poi inserite dal Professor Gabriel Cacho Millet nel suo accuratissimo carteggio di Dino Campana dal 1910 al 1931. Avendo pubblicato, come ho appena detto, due di queste lettere il Professor Chiappelli, di conseguenza solo due rimanevano inedite. Le pubblico ora non senza inviare i più vivi auguri di pronta guarigione al Professor Fredi Chiappelli avendo appreso che è seriamente ammalato. La trascrizione delle due lettere è del Professor Chiappelli stesso. E così le didascalie.

    I più vivi ringraziamenti al Prof. Antonio Corsaro, dell'Uni­versità di Urbino, per i consigli che mi ha dato.

                                                                                         M.B.

     

    Cartolina postale. Timbro di Lastra a Signa, Firenze, 25.11.17 Tenente Lebrecht Danilo - Capitaneria Vecchia - Spezia

     

    Amico, la critica italiana è esercitata da quali pizzicagnoli!

    L'intelligenza media italiana non è mai uscita dai lavori manuali e così la cultura italiana non è riuscita a fare di un pizzicagnolo un critico. Ed ecco che il pizzicagnolo mette sulla bilancia la carta (l'opera dell'autore) nella quale involta la sua mercanzia. Così fa Cecchi, pizzicagnolo per continuare le tradizioni (?) di ignominia piccola borghese bottegaia di cui Firenze ha il segreto. La loro mercanzia è p. es. il Conte­nuto Morale secondo B. Croce, ma varia molto. S'intende che in ogni modo vuol fartela pagare. Così mi involtolò in carta Sibilla e me la mise in tasca (per vendicarsi di me poeta). C.f.r. Cardarelli macellaio. Grazie mio caro della buona me­moria che mi ha fatto tanto piacere. Di me non saprei che raccontarti le solite miserie. La mia salute è cattiva. Tanti e tanti saluti e ringraziamenti dal tuo

    Dino Campana

     


     

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