Biografia

Giuseppe Marcenaro: Una comunicazione al Prefetto

Da TUTTOLIBRI, 03-08-2002,  pag.11

 

Informazione riservata del Rettore di Bologna al Prefetto della città ligure: "facilmente si abbandona a violenze"

 

Campana, un'ombra matta nei vicoli di Genova 

 

Camillo SbarbaroCamillo Sbarbaro, nel 1921, rievocandolo nell'immaginario, lo "incontrò" a Genova. Le poche pagine dell' "estroso fanciullo" mettono in scena un piccolo psicodramma dove si fondono due febbrili universi: quello dell'irruente Dino Campana che emanava disagio e sembrava sempre sul punto di "cavar di tasca qualche cosa d'insanguinato"; e quello del dolente e rinunciatario Sbarbaro: "Sono un burattino che ha ancora bisogno di un po' d'aria" . L'uomo dei Trucioli "vide" l'uomo dalle mani da assassino, buono e furibondo, per l'antica piazza dei tornei, sotto una torre quadrangolare svariata di smalto che si alzava accesa sul corroso mattone a capo di vicoli cupi, palpitanti di fiamme. Lo trovò, con la sua figura accesa e tozza, dove non poteva che essere: nella Piazza Sarzano di Genova, un luogo "mistico" che mosse lo spirito al fuggitivo, al transfuga dalle tante città. Sedettero a un'osteria. Scorti, potevano sembrare congiurati. Invece parlavano di poesia. Ma adesso l'immaginario si confonde, crea ombre e illusioni. Fantasmi. Angoli dove bisognerebbe vietare lo sguardo ai filologi, a quanti mettono in riga le date per dare un andamento temporale alla vita di Campana che, a quel punto, era già un gomitolo imbrogliato e sfatto. Veniva da Bologna. A Genova si era trasferito per seguire le lezioni di chimica all'università.

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Julien Luchaire

Julien Luchaire, fondatore dell'Istituto Francese a Firenze, fu uno dei pochi che aiutò Dino Campana. Tramite Sibilla Aleramo Dino ebbe la possibilità di guadagnare qualcosa con il suo lavoro di traduttore, dal francese in italiano, per La rivista delle Nazioni Latine, di cui Luchaire era direttore, insieme a Guglielmo Ferrero.

La redazione ringrazia Diana Rüesch, direttrice dell'Archivio Prezzolini di Lugano, per aver permesso la pubblicazione di questa rara fotografia


Augusto Hermet, un ritratto di Dino.

Da: La ventura delle riviste, di Augusto Hermet, (1903-1940) FIRENZE, VALLECCHI, 1941, pag. 151.

 

ritratto a matita di Augusto HermetAutunno 1914. Il Ministro della neutralità realmente moriva, Salandra soltanto sulla “sedia elettrica”. Si chiedeva a gran voce la guerra. E una sera sotto la sua finestra, lungo il Mugnone, il futuro annalista di questa ventura, che era ancora suddito di Francesco Giuseppe e il cui corpo, per retinenza alla leva di guerra pendeva allora, in contumacia, a un’austriaca forca, udì un coro di ben note voci:

 

Si batterà la carica su l’Alpi,

su coi cannoni, su con le mani

 

.............................................

Gioia bella, vo lontano,

dammi la mano, dimmi l’addio.

 

Era, appena composto, l’inno d’Angnoletti per Trento e Triste. Ascoltò, s’affacciò alla finestra.

Gli amici gl’intimarono: Scendi subito, e via con noi!

Nella focosa schiera splendeva biondo barbaramente e virgineamente, con una rosea cera fiammea, gli occhi celesti e tra i fluenti baffi la gran bocca a clamorose fulminee risate, il randagio poeta della notte mediterranea, col suo libro solare e sporcamente stampato da qualche mese (la pazza dedica a Guglielmo II!), Canti Orfici: Dino Campana.

 

 

 

 

 

 

 

 

  
  

Mirta Gaggero: Quiere Usted Mate?

“Quiere Usted Mate?  Ricevetti il vaso e succhiai la calda bevanda.”

Dai Canti Orfici : Pampa

 

il mateIl  “mate”, a cui si riferisce Campana in questo brano dei Canti Orfici, è una bevanda del Sud America che si prende di solito calda, e si offre a chi condivide un gruppo di persone in riposo, in un momento di pausa, sia di lavoro, sia soltanto un momento sociale, popolare, familiare. È la bevanda tipica che si consuma in famiglia, tra amici, e spesso anche al lavoro, quando il clima non è troppo formale.  

Questa bevanda  è molto particolare e unica.

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Stefano Giovanardi: Un pompiere nella Pampa

Da "Repubblica" — 20 agosto 1985

   

Del mito-Campana, ormai, si è proprio raschiato il fondo. Per molto tempo esso si è alimentato delle forti suggestioni provenienti da una figura di poeta assolutamente eccentrica, dall' aureola "maledetta" con cui è transitato nella storia letteraria del Novecento, dai molti misteri della biografia, e anche dalle non poche falsità che Campana stesso, preda di una follia di cui non è più lecito dubitare, divulgò involontariamente e contraddittoriamente sul suo conto.

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Il diploma della Maturità

Ecco il certificato provvisorio che Dino allega alla sua iscrizione all'Università di Bologna, Corso di Laurea in Chimica.

E' il 24 Novembre del 1903

 

 
 

 

 

 

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