Biografia

Piero Bargellini: Marginalia, per la tomba di Campana

Piero Bargellini: Marginalia, per la tomba di Campana

Da: "Poesia", anno II, fascicolo 3/4, Gennaio 1946

 


Ho sul tavolino il volume d’Inediti di Dino Campana, aperto sulle tavole finali, e riguardo l’incisione intitolata: “Tomba di Dino Campana in Badia a Settimo” . A fianco d’un forte campanile che s’alza da terra tondo romanico e termina esagono gotico, si vede una piccola chiesina con rosoncino a mattoni, dentro la quale furon riposte le ossa di Dino Campana.
Ricordo il pomeriggio domenicale, mi pare del 1939, quando io e mia moglie vagammo lungamente per la pianura di San Colombano, in cerca del cimiterino dove, tra i tumuli dei morti pazzi, era confuso quello del poeta dei Canti Orfici. Sull’imbrunire giungemmo ai piedi del grande campanile abbaziale e scoprimmo la chiesina mezza diruta adibita a stanza mortuaria della parrocchia. Entrammo tra bare e catafalchi, ma il priore, credendoci una coppia clandestina, ci scacciò dalla cappella. Pochi giorni dopo, potei comunicare agli amici il progetto dl togliere i resti di Dino Campana dal cimiterino di San Colombano e tumularli nell’antica chiesina ai piedi della potente torre campanaria. La Direzione delle Arti ordinò alla Sopraintendenza del monumenti di provvedere ai restauri.

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Paolo Pianigiani: Sulle piste di Regolo

Paolo Pianigiani: Sulle piste di Regolo...

 

Ringrazio la dott.ssa Annamaria Mortari, Funzionario dell'Archivio Storico del comune di Mantova,

e le gentili Operatrici dell'Ufficio, per la preziosa collaborazione

 

 Così Dino parla di Regolo al Pariani:

"Regolo è uno che andò in Argentina. Si chiamava Regolo Orlandelli, era di Mantova. Lo incontrai in Argentina, a Bahia Blanca. Prima lo avevo conosciuto presso Milano. Viaggiava il mondo. In America aveva un'agenzia di collocamento: a Milano faceva il commercio ambulante. A Genova lo incontrai per caso, dopo essere stato in Argentina. Credo sia morto; deve essere morto certamente".

Regolo è, insieme al "Russo", che è ancora più misterioso di lui, l'unico personaggio maschile degli Orfici ad avere una qualche connotazione identificativa. Se si eccettua quel l'antico compagno di scuola, scoperto da Stefano Drei fra le foto antiche del Liceo Torricelli: il professore "purulento", Oddone Assirelli, che appare e scompare come un fantasma ne "La giornata di un nevrastenico".

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Dino fra i banchi del Liceo: esami e diplomi

La redazione ringrazia il Dirigente Scolastico Prof. Giorgio Brandone, del Liceo Classico Statale Massimo D'Azeglio di Torino,  per averci inviato questo importante documento

Proveniente dal Liceo Torricelli di Faenza, Dino sostiene gli esami di ammissione alla terza Liceo a Torino, presso il Liceo Massimo D'Azeglio.

Ecco i risultati degli esami di ammissione alla terza liceo che Dino Campana ha sostenuto nell'anno scolastico 1901-1902

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Cartolina postale a Cecchi da Rifredo: 31 Luglio 1916

Cartolina Postale di Dino Campana a Emilio Cecchi, scritta a Rifredo di Mugello in data 31/Luglio/1916

 

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Dino Campana a Giuseppe Prezzolini

seconda pagina della lettera di Dino Campana a Giuseppe Prezzolini

 

Marradi, 6 Gennaio 1914

Dino sta cercando l'editore del suo libro. Scrive a Prezzolini per trovare conforto e aiuto.

Completa la lettera con una trascrizione de La Chimera.

Dall'America, dove si era trasferito, Giuseppe Prezzolini inviò alla rivista romana "IL Caffè"  la trascrizione di quella vecchia lettera alla quale non aveva risposto.

Fu pubblicata nel Febbraio del 1955.

Il documento è conservato a Lugano, presso l'Archivio Prezzolini.

La redazione ringrazia la Direttrice Diana Ruesch per averci permesso la pubblicazione di questo importante documento.

 

 

 

 

 

 

 

 

  
  

Dino a Bologna: il cagnolino del prof. Gorrieri

Le escandescenze di uno studente

Da "Il Giornale del Mattino", Bologna, 27 Dicembre 1912

articolo pubblicato sul Giornale del mattinoNel pomeriggio di ieri verso le 16, il comandante delle guardie municipali Dalmonte-Casoni, transitava per via Zamboni insieme con alcune persone della sua famiglia, quando, giunto nei pressi della casa segnata col n. 52, fu attratto dal rumore prodotto da una vetrata sbattuta e vide un giovanotto senza cappello, il quale, liberatosi dalle strette di alcune persone che si trovavano sulla soglia del caffè, situato in detta casa, si dava a fuggire verso il teatro comunale.

Immaginando trattarsi di un qualche ladro, il Dalmonte-Casoni si diede a rincorrerlo e riuscì a raggiungerlo, nei pressi di via del Guasto, mentre egli raccattato un ciottolo dalla via, minacciava con questo chiunque si avvicinasse. Riuscito, dopo non pochi stenti a disarmare l'energumeno, il Casoni si accingeva a condurlo in ufficio quando egli estratta di tascuilibrio mentale onde lo fece trasportare all'Ospedale Maggiore.

Egli è lo studente Campana Dino di Giovanni alunno presso la nostra Università.

Le cause che avevano dato luogo all'incidente surriferito sono le seguenti: verso le 16 il Campana, accompagnato da due colleghi, certi Quirico Dall'Oca dimorante in via Mazzini al n. 42 e Bucci Paolo, a di tasca una chiave ripreso a minacciare le persone che nel frattempo erano sopraggiunte dicendo che voleva compiere una strage.

Fortunatamente di lì a pochi minuti arrivavano le guardie municipali Pagani Enrico, Spanagri Carlo e Lucchetti Aldo, le quali si trovavano all'angolo di via Castagnoli ed erano nel frattempo state avvertite del fatto, le quali aiutarono il loro comandante a ridurre all'impotenza il giovane che pareva invasato da una vera frenesia ed a condurlo con vettura alla caserma di palazzo.

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