Biografia

Antonio Castronuovo, Bruno Dall'Aglio: La camera di Dino e Sibilla

Antonio Castronuovo: Bruno Dall'Aglio: La camera di Sibilla e Dino

Campana e l’Aleramo a Casetta di Tiara

da: La Piè, marzo - aprile 2009

L’abitazione precisa in cui Dino Campana e Sibilla Aleramo bruciarono la loro settimana d’amore a Casetta di Tiara è ignota: nessuno è mai riuscito a individuarla con certezza. Eppure costituisce un elemento essenziale della biografia del poeta di Marradi. Il fatto è che Casetta è un agglomerato di poche case, manipolato dalla storia, senza una precisa memoria storica e archivistica. Non è semplice, cioè, scoprire dove esattamente Dino e Sibilla si amarono. Ma un giorno, io e l’amico Dall’Aglio, rifacendoci alle nostre letture campaniane e ai documenti esistenti, siamo saliti a Casetta, abbiamo fotografato, valutato, ragionato, parlato con anziani abitanti. Ed ecco: ne è nata qualche ipotesi, è sorto l’articolo che ora leggerete. Non è molto, ma è qualcosa in più per muoversi nella biografia del nostro amato poeta.

  

Leggi tutto: Antonio Castronuovo, Bruno Dall'Aglio: La camera di Dino e Sibilla

Il Passaporto per l'Interno. valido per un anno: 8 Settembre 1916

Archivio Comune di Marradi: Il Passaporto per l'Interno: 8 Settembre 1916

Pubblicato in “Campana fuorilegge” a cura di Gabriel Cacho Millet, Edizioni Novecento, 1985

 


 

Il Foglio di via da Genova: 29 Marzo 1913

Archivio Comune di Marradi. Foglio di via obbligatorio della R. Questura di Genova per il rimpatrio di Dino Campana, rilasciato in data 29 marzo 1913.

Pubblicato in “Campana fuorilegge” a cura di Gabriel Cacho Millet, Edizioni Novecento, 1985

 

Primo Conti su Dino Campana

Primo Conti: Campana, ultimo discorso

Intervista a Primo Conti su Dino Campana, inclusa con alcune varianti nel volume "Primo Conti, La Gola del merlo, Memorie provocate da G. Cacho Millet, Sansoni, Firenze 1983". 

 

Pubblicato anche in: "Dino Campana Fuorilegge", Edizioni Novecento, 1985 
a cura di Gabriel Cacho Millet

 

PRIMO CONTI

- Ricordo Campana come una specie di spirito vagante sulla terra, una specie d'arcangelo che disse quello che doveva dire e poi sparì. Sembrava uno di quei girovaghi nordici, fisicamente splendido, scalzo, col bastone sulla spalla e appeso al bastone un sacchetto di tela dove teneva i libri, le camice e un paio di scarpe che spesso si infilava per la strada.

Sibilla su Dino

Sibilla su Dino


Testimonianza depositata nel 1950, presso l'Istituto Gramsci, Roma  "Archivio Aleramo"  

Pubblicata da Gabriel Cacho Millet in: "Le mie lettere sono fatte per essere bruciate"

All'Insegna del Pesce d'oro, Milano, 1978, pp. 92-95.

A Firenze, settimane prima, avevo sentito parlare, forse da Franchi, di uno strano volumetto: Canti Orfici, pubblicato in veste meschina a spese dell'autore Dino Campana.

L'avevo portato con me in campagna. Lo lessi, ne rimasi abbacinata e incantata insieme, tanto che scrissi al poeta alcune parole d'ammirazione. Egli mi rispose, una bizzarra cartolina. Abitava anche lui in quel momento nel Mugello, nel suo paese nativo, Rifredo (sic).

Vi fu uno scambio epistolare, dopo di che ci incontrammo a Barco, un gruppetto di case ad un valico dell'Appennino Toscano.

Leggi tutto: Sibilla su Dino

Piero Bargellini: Marginalia, per la tomba di Campana

Piero Bargellini: Marginalia, per la tomba di Campana

Da: "Poesia", anno II, fascicolo 3/4, Gennaio 1946

 


Ho sul tavolino il volume d’Inediti di Dino Campana, aperto sulle tavole finali, e riguardo l’incisione intitolata: “Tomba di Dino Campana in Badia a Settimo” . A fianco d’un forte campanile che s’alza da terra tondo romanico e termina esagono gotico, si vede una piccola chiesina con rosoncino a mattoni, dentro la quale furon riposte le ossa di Dino Campana.
Ricordo il pomeriggio domenicale, mi pare del 1939, quando io e mia moglie vagammo lungamente per la pianura di San Colombano, in cerca del cimiterino dove, tra i tumuli dei morti pazzi, era confuso quello del poeta dei Canti Orfici. Sull’imbrunire giungemmo ai piedi del grande campanile abbaziale e scoprimmo la chiesina mezza diruta adibita a stanza mortuaria della parrocchia. Entrammo tra bare e catafalchi, ma il priore, credendoci una coppia clandestina, ci scacciò dalla cappella. Pochi giorni dopo, potei comunicare agli amici il progetto dl togliere i resti di Dino Campana dal cimiterino di San Colombano e tumularli nell’antica chiesina ai piedi della potente torre campanaria. La Direzione delle Arti ordinò alla Sopraintendenza del monumenti di provvedere ai restauri.

Leggi tutto: Piero Bargellini: Marginalia, per la tomba di Campana

Sei qui: Home Biografia