Ho avuto notizia nei giorni scorsi che a Monte San Giusto, nelle Marche, si è tenuto un convegno su Franco Matacotta. Ho scritto subito a Luigi Martellini, amico di lunga data, per chiedere notizie e materiali; Luigi mi ha indirizzato all'organizzatrice, a Livia Brillarelli, che mi ha risposto così:
 
Gent.mo dott. Pianigiani:
 
Le allego il comunicato stampa... la pubblicità... l’articolo del referente comunale alla cultura e le mie veloci e prime interviste su Matacotta dalle quali potrà comprendere il mio perché sulla manifestazione. Così evito di ripetermi, le interviste le ho quasi improvvisate poiché non riuscivo a trovare persone che ricordassero. Appena abbiamo diffuso la pubblicità cartacea della manifestazione, alcuni anziani del paese mi hanno chiamato perché ricordavano e così in 2 giorni ho scritto poche pagine. Ora stiamo portando avanti il discorso, ho detto stiamo, perché  sono la coordinatrice e progettista del gruppo di storia sangiustese che si è costituito 2 anni fa all’ interno del corso “Universitario del Tempo Libero” che a sua volta fa parte della Pro Loco. Dirigo il gruppo insieme allo storico del paese che si chiama  Cipriano Cipriani. Abbiamo circa 8 iscritti diretti e molti collaboratori esterni che ci onorano. Preciso che mi trovo a Monte San Giusto, paese dei miei genitori da 5 anni, sono civitanovese dalla nascita, essendo persona sola ed in pensione, avendo qui i miei soli parenti ho preferito trasferirmi.
A Civitanova Marche  ho fondato e diretto per vari anni il corso di storia civitanovese con ricercatori importanti della zona. Matacotta ha vissuto ampi periodi della sua vita qui a Monte San Giusto ed era amico di mio padre.
Dopo la manifestazione si è aperto un mondo di interviste che sto effettuando e sono molto interessanti ai fini di una ricostruzione biografica e politica del poeta che porterebbe a  riaprire alcune linee di rilettura della sua poetica. Stanno collaborando enormemente con me sia il prof. Luigi Martellini (che conosco da molto tempo, perchè il nostro insegnante amico era  l’esploratore Silvio Zavatti), che il figlio dott. Cino Matacotta che mi auguro scriva per l’opuscolo ciò che mi sta raccontando, è troppo importante per la rilettura della poetica... troppo!!!. Fra 2 anni dovrebbe uscire un opuscolo a più mani, per ricordare il 40° della morte, in quell’occasione dovremmo porre una lapide all’interno del Palazzo cinquecentesco in cui visse ed intitolargli una via... o....
Mi dispiace che non riesco a scannerizzare l’articolo che abbiamo ristampato a livello anastatico del 1941 che Matacotta dedicò al paese, una bella e rara pagina poetica. Se mi manda l’indirizzo le spedisco il giornale, che dovrebbe inserirlo nel suo sito. Matacotta ne parla all’Aleramo nella corrispondenza del 1944.
La ringrazio per l’attenzione,
cari saluti
 
 
Livia Brillarelli
 
 
Qui sul sito di Campana abbiamo sempre apprezzato iniziative belle come quella che si è da poco conclusa, e pubblicheremo tutto quello che ci sarà possibile, tanto dobbiamo a Franco Matacotta noi campaniani. Il suo lavoro di trascrizione e di pubblicazione è stato prezioso, in anni quando Dino Campana era poco più che ricordato come il poeta pazzo. Quest'anno è il centenario della nascita di Franco e vorremmo che si riparlasse di di lui, venissero riconsiderate le sue opere e i suoi studi.
Vorremmo che si ricordasse come poeta e come persona.
Così come sono da apprezzare persone come Livia Briillarelli, che dedicano tempo e passione a ricordare e far conoscere poeti come Franco Matacotta, troppo presto dimenticato dalla cultura ufficiale.Intanto nella sua terra, che fu la stessa di Osvaldo Licini, che scambiava i versi di Campana con quelli di Dante, che recitava a memoria Modigliani, per le strade di Parigi. Strade comuni, che si trovano al buio; sarà bello fare un persorso insieme. E' appena cominciato.
 
Paolo Pianigiani
 

 

 
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