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Dino Campana

L'alchimista della parola

di Antonio Lanza


Collana: Sorbonne , Novità 
ISBN: 978-88-6799-249-2

Formato: 12 x 18
Pagine: 144
Legatura: brossura 

 

«Io sono indifferente, io che vivo al piede di innumerevoli calvari. Tutti mi hanno sputato addosso dall’età di 14 anni, spero che qualcheduno vorrà al fine infilarmi. Ma sappiate che non infilerete un sacco di pus, ma l’alchimista supremo che del dolore ha fatto sangue»

Dino Campana è stato un’anomalia nella storia della letteratura italiana: «Il poeta di una breve stagione» scrisse Eugenio Montale che definì la sua poesia in prosa come «europea musicale colorita». È per questo che a distanza di un secolo la sua poesia, legata indissolubilmente alla sua odissea biografica, continua ad affascinare molti lettori. Dopo la morte in manicomio nel 1932, i più importanti intellettuali italiani, da Alfonso Gatto a Carmelo Bene a Sebastiano Vassalli, hanno rivalutato la figura del poeta di Marradi definendolo in tanti modi: «poeta notturno», «poeta visivo» e persino «poeta maledetto». Perseguitato dal seme della follia fin dall’infanzia, in conflitto con gli intellettuali sostenitori del Futurismo, vittima di un amore impossibile con la scrittrice Sibilla Aleramo, Campana è riconosciuto oggi come uno dei più grandi poeti del ‘ 900, vissuto unicamente al servizio della «parola», ostile fino all’ultimo a un sistema di valori e a una società che stavano andando rapidamente in pezzi.

 

 

L'edizione in Cofanetto del Centenario degli Orfici

 

 

Informazioni

Ristampa anastatica e incisione integrale dei Canti Orfici di Dino Campana 
nel centenario della pubblicazione.
Descrizione
COMETA ROSSA

Per l’amor del Poeta… Dino Campana

Sottoscrizione per la ristampa anastatica e l’incisione integrale dei Canti Orfici di 
Dino Campana nel centenario della pubblicazione

Il 7 giugno del 1914 Dino Campana, assieme ai testimoni Luigi Bandini e Camillo Fabroni, sottoscriveva col tipografo marradese Bruno Ravagli il “contratto per la pubblicazione del libro Canti Orfici”. Al Ravagli veniva versato un acconto di lire 110, risultato di una faticosa sottoscrizione tra 44 marradesi, ai quali sarebbe spettata una copia del libro, promossa da Bandini su “imperativo categorico” di Dino Campana. 

Leggi tutto: L'edizione Anastatica del Centenario degli Orfici

    

 

Ecco il santino che Francesca "FannY" Luti allegò a una delle due lettere che inviò a Sibilla Aleramo. Probabilmente non era troppo dissimile da quelli che facevano arrabbiare tanto Dino, che se li ritrovava fra le sue carte, messi lì come benedizione...


 

Nel breve soggiorno a Marina di Pisa, Sibilla convinse Dino a inviare i Canti Orfici a D'Annunzio...

di Paolo Pianigiani

 

 

... e la copia fu ritrovata a Venezia, assolutamente intonsa e mai aperta... i rapporti fra il "Vate grammofono" e Dino Campana furono, come dovevano essere, nulli. Sibilla, come faceva sempre con i sui "protetti" la prima cosa che faceva chiedeva supporto e partecipazione al Divino Gabriele. Che, oltre a chiamarla in qualche dedica "sirocchia" sembra che poco o nulla abbia mai fatto per lei...

La copia degli Orfici, con questa bella ma inutile dedica, è attualmente alla villa di D'Annunzio, il Vittoriale degli Italiani, sul Lago di Garda.


 

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